I Sindacati firmatari e il Governo, nonostante l’inflazione al 17% a fine 2024, avevano annunciato con grande enfasi aumenti di 100 euro netti per il grado di Aviere Capo a salire. Dove sono andati a finire questi soldi?
Secondo quanto confermato dall’analisi del Comparto Trattamento Economico di USAMi, non solo i 100 euro non esistono ma considerata l’inflazione, sarebbero stati comunque una elemosina. Dai dati incrociati dei cedolini 2024–2025, infatti, emerge che gli aumenti reali per la maggior parte dei militari si fermano tra 40 e 70 euro mensili.
La responsabilità chiaramente cade su quei Sindacati che, con una ingiustificata fretta, hanno firmato l’accordo economico 2023-24. Infatti sarebbe bastato attendere solamente un mese per scoprire l’azione del tavolo Governativo che mirava a chiudere il negoziato prima della legge di bilancio.
Auspichiamo che al prossimo tavolo negoziale, prima della firma, i sindacati valutino attentamente tutti gli effetti del nuovo contratto, è in ballo il futuro economico dei militari italiani e delle loro famiglie.
Ma cosa c’è dietro i danni che i militari stanno subendo?
Principalmente la fretta di chiudere il contratto e la mancanza di coraggio di trattare ancora per qualche mese, il che avrebbe permesso di verificare gli aumenti effettivi. Il resto lo ha fatto il fiscal drag, il quale, a causa dell’aumento dell’imponibile e del passaggio allo scaglione IRPEF superiore, colpisce gli incrementi stipendiali destinando una parte dell’aumento in una maggiorazione delle tasse. Qual è il risultato? I tanto sbandierati pochi soldi, nel portafoglio si riducono a quattro spiccioli.
Tra le sorprese della legge di bilancio, entrata in vigore subito dopo la firma del contratto, inoltre c’è la rivisitazione dell’esonero contributivo, cioè lo sconto sui contributi previdenziali riconosciuto nel 2024 e modificato nel 2025. Le variazioni apportate hanno avuto un impatto diretto sulle fasce più deboli della Forza armata, che si trovano a vivere maggiormente le difficoltà economiche, soprattutto durante l’ultima settimana prima dell’accredito del nuovo stipendio.
Infine, l’inflazione, totalmente ignorata dai firmatari del contratto, ha eroso ulteriormente il potere d’acquisto. Per dare una misura del danno subito, dal 2021 ad oggi i prezzi sono saliti del 19,6%, con il risultato che nei portafogli i militari perdono oltre 4.000 euro all’anno.
“Non possiamo continuare a raccontare frottole ai nostri militari, sbandierando aumenti salariali che in realtà non sono mai arrivati. Ciò che realmente arriva in tasca a chi difende la Patria è il costo di un caffè al giorno. Urgono interventi concreti, non annunci mediatici.”
Nel mentre, si discute il contratto della Dirigenza che prevediamo avrà come risultato di allargare ulteriormente la forbice salariale tra Dirigenti e il resto dei militari, previsione che se confermata danneggerebbe ancor più lo spirito di corpo.
USAMi Aeronautica chiede al Governo di dimostrare coerenza rispetto al principio di specificità dei militari; per il prossimo rinnovo contrattuale dovranno essere stanziate le somme necessarie, e lo fa in anteprima con il recente incontro con il Presidente della Commissione Difesa della Camera l’On. Minardo.
Nei prossimi giorni usciremo con un approfondimento tecnico, con cui spiegheremo nel dettaglio i meccanismi economici, le storture e i danni per ogni singolo grado e ruolo interessato.
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USAMi · Aumenti stipendiali Ultimo agg.: 28/10/2025 IN BREVE
- Promesse disattese: i +100€ netti per Aviere Capo “e a salire” non si sono materializzati; aumenti reali 40–70€/mese (cedolini 2024–2025; analisi CTE USAMi).
- Inflazione: 17% a fine 2024; dal 2021 ad oggi prezzi +19,6% ⇒ perdita di potere d’acquisto > 4.000€/anno.
- Firma affrettata: sindacati hanno sottoscritto l’accordo 2023–24 con ingiustificata fretta; bastava attendere 1 mese per la mossa del Governo prima della Legge di bilancio.
- Fiscal drag: aumento dell’imponibile e passaggio a scaglione IRPEF superiore erodono gli incrementi.
- Esonero contributivo: rivisitato 2024 → 2025, con impatto sulle fasce più deboli della Forza armata.
- Dirigenza: il nuovo contratto rischia di allargare la forbice salariale rispetto al resto dei militari.
- Richieste USAMi Aeronautica: rispetto della specificità e stanziamenti adeguati; incontro con il Presidente della Commissione Difesa On. Minardo.
- Prossimi passi: in arrivo un approfondimento tecnico con dettagli su meccanismi, storture e danni per grado e ruolo.
- Messaggio: “Servono interventi concreti; oggi in tasca arriva poco più del caffè al giorno, non gli aumenti annunciati”.

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