Natale è il tempo della serenità, delle case più calde, degli abbracci più lunghi, delle parole che curano, della felicità.
Ci chiediamo, però, se questo 2025 sarà davvero Natale, anche per quelle famiglie di militari che non arrivano alla terza settimana del mese, per quei lavoratori in uniforme che quando vanno a fare la spesa al supermercato sono costretti ad usare la calcolatrice, nella speranza che nel frattempo non ci siano imprevisti, come un guasto all’auto.
Indossiamo l’uniforme, viviamo di dovere, disciplina, responsabilità e meritiamo, tutti, rispetto perché il nostro compito è quello di difendere la nostra amata Italia e, nonostante le avversità, lo facciamo molto bene.
Non vogliamo parlare dell’ultimo contratto, dei famosi 100 euro netti di aumento a salire dal grado di Aviere Capo, tanto promessi dai sindacati firmatari ma di fatto mai visti da nessuno. Oggi vogliamo focalizzarci sul caro vita e le sue conseguenze.
Dal 2021 il costo della vita è cresciuto in modo netto: +19,6% e giorno dopo giorno ci sono nuovi rincari, con la conseguenza che sempre più militari, con le rispettive famiglie, sono ormai alla canna del gas.
Per dare la misura di quanto più poveri siamo, sul nostro sito abbiamo pubblicato il calcolatore “Difendi il tuo stipendio” usato già da migliaia di militari, e i risultati parlano da soli.
Prendiamo l’esempio di uno stipendio netto mensile da 1.800 euro:
- Perdita stimata mensile di potere d’acquisto: circa 352,80 €
- Perdita stimata annuale: circa 4.233,60 €
- Per stare davvero al passo col costo della vita, oggi quel militare dovrebbe percepire uno stipendio di 2.152,80 € netti al mese
Questa è la cruda realtà, e quando in una famiglia i conti non tornano, manca la serenità.
Negli ultimi anni ai militari è stato chiesto di fare di più, spessissimo con carichi e responsabilità crescenti, ma quando il divario tra ciò che dai e ciò che ricevi diventa eccessivo e strutturale, si mina la fiducia nel sistema e conseguentemente tutta la Forza Armata ne soffre.
Per questo, per USAMi Aeronautica, ridare dignità il prima possibile all’intero Comparto Difesa rimane il tema principale, e lo facciamo ogni giorno, in ogni occasione e in ogni sede istituzionale, difendendo i Volontari ai quali non è riconosciuto l’orario di servizio, i Graduati e i Sergenti ai quali, di fatto viene precluso ogni sbocco di carriera, i Marescialli e i Luogotenenti che sempre più impiegati in incarichi da Ufficiale sono, all’occorrenza, costretti a montare di guardia all’ingresso per carenza di nuovi organici, agli ufficiali inferiori che soffrono le stesse dinamiche salariali dei Sottufficiali e dei Graduati, agli Ufficiali Superiori i quali passano più tempo al lavoro che a casa e ai Comandanti con i loro carichi di responsabilità “datoriali”.
Buon Natale quindi a chi è all’estero in missione, e in questi giorni ancor più soffre la lontananza dei suoi cari, ai pendolari che si svegliano all’alba per andare a lavoro e rincasano con il buio, a chi ha l’assillo di come sbarcare il lunario, ai cosiddetti “scritti a matita” i quali ad inizio carriera e per molti anni lavorano senza neanche il diritto allo studio, a quei militari che, con turni H24, garantiscono senza sosta l’efficienza operativa della Forza Armata, a tutto quel personale che, attraverso la reperibilità, riesce a dare il proprio contributo ogni volta che viene richiesto, a quei militari che in silenzio con il loro operato mandano avanti l’Aeronautica Militare e infine buon Natale alle famiglie dei militari, che spesso pagano in silenzio il prezzo di un lavoro che non è “un lavoro ordinario”, ma una missione di vita.
USAMi Aeronautica, noi facciamo Sindacato Militare.

