La chiusura delle strutture OPS mette in evidenza difficoltà organizzative che incidono sul personale e rendono necessaria una revisione delle scelte adottate.
La vicenda della chiusura dei circoli e dei punti di ristoro presso il Comando Aeroporto di Cameri non è recente né può essere ricondotta a un evento imprevisto. Già nel mese di luglio dello scorso anno avevamo formalmente segnalato al Comando areale competente le difficoltà nella gestione delle strutture, mettendo in evidenza il concreto rischio di una possibile interruzione del servizio.
A tali segnalazioni, nel mese di agosto, erano seguite rassicurazioni ufficiali sulla continuità della gestione, senza che venissero analizzate particolari criticità.
Nonostante le rassicurazioni del Comando areale, i circoli e i punti di ristoro risultano chiusi dal 16 dicembre scorso e, a distanza di settimane, non sono state ancora comunicate in modo chiaro e trasparente le motivazioni di tale decisione.
Non siamo di fronte a un problema occasionale. Il personale di Cameri ha già subito in passato la chiusura degli stessi locali, pagando le conseguenze di criticità gestionali mai affrontate in modo strutturale.
Dall’analisi del capitolato tecnico emerge come le condizioni economiche previste risultano insostenibili per le ditte aggiudicatarie.
Emblematico è l’obbligo di garantire, in caso di visite di rappresentanza, fino a 30 eventi annui in forma completamente gratuita, senza oneri per l’Amministrazione A.M. la fornitura delle consumazioni per 7/10 persone, così come la richiesta di assicurare l’apertura dei locali nella zona operativa in occasione di eventi particolari, anche nei fine settimana o nei giorni festivi. Prescrizioni che, nel loro insieme, rendono, a nostro parere, la gestione economicamente non conveniente a nessuna ditta che opera sul libero mercato, scaricando direttamente sul personale le conseguenze di scelte amministrative non realizzabili. Tali eventi infatti, in un contesto di lavoro retribuito grazie alla vendita dei prodotti di caffetteria, andrebbero necessariamente pagati ovvero organizzati con catering a pagamento.
I circoli e i bar non sono un “surplus”, ma luoghi essenziali di aggregazione, confronto e supporto umano, soprattutto in contesti lavorativi complessi e ad alta responsabilità come quelli militari. Per questo abbiamo chiesto una revisione immediata delle condizioni contrattuali e l’avvio rapido di una nuova procedura di gara realmente sostenibile. Proposte concrete, finalizzate a restituire servizi dignitosi, stabili e all’altezza delle esigenze operative.
La nostra O.S. continuerà a esercitare il proprio ruolo senza timidezze, dalla parte del personale e contro ogni forma di immobilismo. La tutela collettiva non è uno slogan: è un impegno quotidiano che richiede fermezza, competenza e coraggio. E su questo terreno, USAMI non fa passi indietro.
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