Ieri, 26 gennaio 2026, si è tenuto il primo incontro di apertura del tavolo negoziale relativo al rinnovo contrattuale del personale militare non dirigente, per gli anni 2025-2027. Presenti 39 sigle sindacali tra Forze Armate e Forze di Polizia, il Governo ha esordito confermando quanto già anticipato nel corso dell’ultimo incontro con i sindacati: le risorse sono inferiori a quelle dell’ultimo contratto!
USAMi Aeronautica e ITAMIL (Esercito) hanno ribadito la necessità di un segnale tangibile di cambiamento da parte del Governo, il quale deve arrivare già prima della firma del contratto, un’ indicazione chiara con la quale la politica riconosca concretamente la specificità del personale militare.
Le sperequazioni che si sono determinate negli ultimi 40 anni, caro vita alle stelle, alta mobilità, pendolarismo, volontari sottopagati, anziani privati di motivazione, disparità di trattamento tra ruoli che penalizza segnatamente il personale non dirigente, sono tutte condizioni ormai intollerabili.
Le condizioni offerte dal Governo non sono accettabili!
Attendiamo di vedere lo stanziamento relativo all’incremento del PIL e la quota parte che dovrebbe essere destinata al personale militare; solo allora si potrà concretamente affermare che il Governo dimostra una reale sensibilità per le condizioni di estrema criticità che l’intero comparto, dal grado di Aviere fino a quello di Capitano, sta subendo da molti anni.
Non ultima per importanza la questione previdenziale, abbiamo evidenziato il rischio concreto che si ignori la previdenza complementare che struttura le tutele per i giovani, a vantaggio di una previdenza c.d. “dedicata” che costituisce un palliativo per il solo personale anziano! I due istituti devono essere discussi e alimentati contestualmente, agli anziani l’aumento dei coefficienti, ai giovani, totalmente contributivi, le basi per garantirsi un futuro dignitoso.
Nei prossimi incontri si svilupperà la parte tecnica del contratto, staremo a vedere se la negoziazione si svolgerà concretamente in un contesto di parità delle parti, se lo Stato Maggiore Difesa, questa volta, fornirà i dati essenziali per l’attività negoziale, se vi sarà un segnale concreto di interesse verso il personale e le drammatiche condizioni economiche che stanno provocando disaffezione da parte della stessa società civile, la quale dimostra un sistematico disinteresse finanche nella partecipazione ai concorsi, con sommo nocumento per la qualità della essenziale funzione di difesa dello Stato a cui sono chiamate le Forze Armate.
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