Dopo il caso della garitta bollente, risalente all’estate scorsa, a Cameri ci risiamo e questa volta ad essere messo a dura prova è il personale che vive presso la palazzina 2 (alloggi ASC) della zona logistica di Veveri – Cameri.
Dal 21 gennaio 2026 la caldaia, che assicura il riscaldamento degli ambienti, ha smesso di funzionare, generando una situazione di forte criticità. Le avarie del sistema di riscaldamento non sono una novità, l’impianto nel tempo è stato oggetto di diversi interventi manutentivi necessari a ripristinarne l’efficienza e, questa volta, il locale Servizio Impianti, prontamente interessato, ha comunicato di essere in attesa dei pezzi di ricambio, i quali, causa la vetustà della caldaia, risultano essere di difficile approvvigionamento.
USAMi Aeronautica, autonomamente, ha provveduto a rilevare, con misurazioni effettuate scrupolosamente, le temperature; negli alloggi si sono toccati i 12° centigradi, valori ben al di sotto dei 18° indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come soglia minima raccomandata.
La nostra O.S. ha scritto al Comando Areale di competenza, ritenendo indispensabile un intervento immediato volto a una soluzione definitiva. Alla questione del benessere e della dignità del personale, già di per sé di prim’ordine, si aggiunge la salute e la sicurezza sul lavoro.
Evidenziamo, infatti, che la qualità del sonno è indispensabile per raggiungere la necessaria capacità di concentrazione durante tutte le attività che i militari svolgono nell’arco della giornata lavorativa, che siano sotto un’ala di un aereo, in un ufficio, in una garitta o alla guida di un automezzo. Il perdurare della situazione, potenzialmente, potrebbe generare gravi rischi con ripercussioni difficilmente prevedibili.
I Vertici militari e la Politica, se veramente vogliono uno strumento militare efficiente, devono riconoscere, fattivamente, la centralità dell’essere umano; la qualità della logistica è uno dei pilastri fondamentali che decide il risultato. Le gravissime carenze alloggiative sia in termini di quantità che di qualità devono essere affrontate e risolte, noi militari, in ogni caso, facciamo bene il nostro lavoro e meritiamo condizioni migliori per poter operare dignitosamente e in sicurezza.
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