Beni personali distrutti dagli eventi bellici: avviato studio per il risarcimento
Sulla scia delle numerose segnalazioni pervenute dai nostri iscritti impiegati in teatro operativo in Kuwait, USAMi Aeronautica ha già avviato un’attività di approfondimento finalizzata a verificare la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni subiti ai beni personali a seguito degli eventi bellici.
L’azione del Sindacato si concentra, in primo luogo, sull’analisi della normativa vigente e delle eventuali disposizioni interne della Forza Armata che regolano la tipologia e la quantità di beni che il personale è autorizzato a portare al seguito durante le missioni all’estero. Tale verifica risulta fondamentale per accertare la sussistenza dei presupposti giuridici necessari a richiedere il ristoro dei beni distrutti.
All’esito di questa fase istruttoria, USAMi Aeronautica non mancherà di fornire ai propri iscritti ogni forma di tutela, inclusa l’assistenza legale gratuita, qualora emergano margini concreti per l’azione risarcitoria. Resta ferma, inoltre, l’attenzione su un eventuale intervento normativo da parte dello Stato Maggiore della Difesa o del Ministero della Difesa, che possa disciplinare in maniera chiara e uniforme la materia.
Decurtazione della diaria di missione: una misura inaccettabile
Particolare preoccupazione desta, tuttavia, un secondo e più urgente profilo segnalato: la decurtazione della diaria di missione nei confronti del personale costretto a rientrare anticipatamente dal teatro operativo a causa dei bombardamenti.
Dalle informazioni acquisite, sembrerebbe che l’Amministrazione stia procedendo alla riduzione della diaria interrompendo il periodo di contingentamento prima dell’effettivo rientro. Tale misura riguarderebbe il personale che ha già fruito degli R&R (Rest and Recuperation) — generalmente concessi tra il secondo e il quinto mese di missione — anche nei casi in cui tali periodi non risultino ancora maturati.
In sostanza, i giorni di R&R non maturati verrebbero convertiti d’ufficio in licenza ordinaria, con la conseguente perdita della diaria di missione legata al contingentamento.
Si tratta di una situazione che configura un evidente “doppio danno”: da un lato, la perdita del trattamento economico di missione; dall’altro, la contestuale riduzione della licenza ordinaria già maturata.
USAMi Aeronautica ritiene tale impostazione non solo penalizzante, ma anche priva di adeguata logica e coerenza, soprattutto alla luce delle circostanze straordinarie che hanno determinato il rientro del personale, già duramente colpito dagli eventi bellici sia sotto il profilo materiale che umano.
La posizione di USAMi Aeronautica
Alla luce di quanto sopra, abbiamo prontamente chiesto un intervento immediato volto a ristabilire condizioni di equità e tutela per il personale coinvolto.
Continueremo a monitorare con la massima attenzione l’evoluzione della situazione, mantenendo un costante confronto con le Autorità competenti e mettendo in campo ogni iniziativa utile a difesa dei diritti dei nostri iscritti.
Seguiranno aggiornamenti non appena saranno disponibili ulteriori elementi di valutazione.
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