Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un imbarazzante balletto di notizie non verificate sulla mensa del 72° Stormo / Scuola Marescialli di Viterbo. Una sequenza di indiscrezioni, allarmismi e ricostruzioni fantasiose che hanno alimentato confusione e disinformazione.
Noi, al contrario, abbiamo scelto la strada più seria: verificare i fatti.
Fin dal primo momento abbiamo monitorato attentamente la situazione, avviando tutti gli approfondimenti necessari per accertare cosa fosse realmente accaduto. Non abbiamo rincorso titoli facili e azioni mediatiche altisonanti, né alimentato polemiche sterili. In situazioni delicate come questa, prima di parlare bisogna essere in possesso di dati certi.
Come Sindacato abbiamo una responsabilità precisa: tutelare il personale, e farlo significa agire con serietà, senza alimentare sciacallaggio mediatico e, sopra ogni cosa, senza mettere alla gogna professionisti che svolgono il proprio lavoro con responsabilità.
Ed è bene chiarirlo una volta per tutte: le analisi di laboratorio hanno escluso qualsiasi contaminazione delle derrate alimentari. Le voci diffuse nei giorni scorsi su presunti problemi sanitari si sono rivelate prive di fondamento e hanno prodotto soltanto un inutile clamore mediatico.
Questo non significa che il problema non esista; il problema è un altro.
Attualmente la mensa di Viterbo presenta una criticità legata ai locali della cucina, che a seguito di un intervento del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare sono stati dichiarati temporaneamente inagibili. Il provvedimento ha anticipato una serie di lavori necessari per adeguare le strutture alle norme igienico-sanitarie.
Nel frattempo, il personale ha dovuto fare i conti con soluzioni temporanee: sacchetto viveri e buoni pasto. Una risposta emergenziale che può andare bene nell’immediato, ma che non può diventare la normalità.
Proprio per questo abbiamo aperto un’interlocuzione proponendo soluzioni concrete e immediatamente attuabili.
Tra queste:
- l’aggregazione temporanea di parte degli Allievi, attualmente impegnati in attività formative da remoto, presso le mense dell’Esercito, soluzione già oggetto di valutazione da parte del Comando;
- considerando l’agibilità della sala refettorio e sfruttando assetti e capacità già disponibili all’interno dell’Aeronautica Militare, l’attivazione di una mensa campale per il restante personale;
- il potenziamento immediato del sistema dei buoni pasto, strumento indispensabile per garantire continuità del servizio.
Per il personale in regime di aggregazione con foglio di viaggio, abbiamo inoltre proposto di autorizzare il pasto serale presso strutture alberghiere esterne, accompagnando la misura con l’istituzione di un servizio navetta su prenotazione verso il centro di Viterbo.
Abbiamo anche chiesto di potenziare l’offerta del circolo, in modo da garantire al personale un’alternativa concreta durante questa fase.
Il nostro approccio è chiaro: vigilanza, fermezza e soluzioni.
Non partecipiamo al circo delle polemiche e delle notizie inventate, preferiamo lavorare sui fatti e pretendere risposte concrete per il personale.
Continueremo a monitorare la situazione con attenzione, raccogliendo ogni segnalazione di criticità e intervenendo con determinazione affinché le stesse vengano risolte nel più breve tempo possibile.
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