Primo appuntamento con la politica sindacale di USAMi dove parleremo di inflazione, esodo dei marescialli e carenza di specialisti; da qui la necessità di risorse, incentivi e scelte strutturali per garantire il futuro dell’Aeronautica Militare.
Si è appena svolto il primo incontro tra Sindacati Militari, delle Forze di Polizia e con il Governo per la negoziazione del contratto economico 2025-27. Qui potete trovare il video dell’intervento del nostro Segretario Generale il Dott. Enzo Trevisiol al tavolo negoziale della Funzione Pubblica.
Necessariamente dobbiamo chiarire che ogni sigla ha avuto solamente tre minuti per esporre le proprie politiche sindacali e che questo incontro è stato unicamente il primo di una serie in cui ogni argomento, come nostra consuetudine, sarà sviluppato in modo approfondito, sino anche alla quantificazione dei costi ed alla individuazione delle relative coperture finanziarie.
Con questa serie di articoli, infatti, intendiamo spiegare al personale militare la politica sindacale di USAMi Aeronautica, analizzando punto per punto i contenuti, gli obiettivi e le proposte che il nostro Sindacato, secondo quanto deciso dal Congresso Nazionale tenuto il 14 e 15 gennaio u.s., porterà avanti a tutela sia dei militari in azzurro che dell’intera Forza Armata.
Il primo tema non poteva che essere quello centrale: stipendi adeguati ed incentivi, da un lato per attrarre i giovani verso la Forza Armata, dall’altro per fermare la fuga di competenze. Durante la contrattazione 2022-2024, USAMi si è battuta con forza per l’aumento delle risorse destinate al personale non dirigente, denunciando l’inadeguatezza degli stipendi rispetto al costo reale della vita. A fronte di un incremento salariale complessivo del 3,8% nel triennio di riferimento, l’inflazione ha superato il 18%, incrementando la gravissima perdita di potere d’acquisto che sta incidendo su centinaia di migliaia di militari e delle loro famiglie, sui nuovi arruolati e anche su chi ricopre ruoli di elevata responsabilità.
Questa situazione sta alimentando un fenomeno ormai evidente: il pensionamento massivo del personale del Ruolo Marescialli, in particolare di coloro arruolati negli anni ’80 e, a breve, anche di quelli degli anni ’90. Stiamo parlando di migliaia di professionisti che per decenni hanno garantito il funzionamento delle strutture operative e logistiche della Forza Armata, militari penalizzati da riordini di carriera inefficaci, scarsa valorizzazione economica e un impoverimento generalizzato che ha colpito indistintamente il personale dal grado di Aviere fino a quello di Capitano.
Lo Stato Maggiore A.M. era a conoscenza da anni di questa dinamica, come dimostrano gli studi interni già circolanti nel 2018, ma, a quanto pare, non sono state adottate politiche strutturali o comunque efficaci. USAMi Aeronautica ha quindi posto con chiarezza la questione alla politica: servono stipendi adeguati, più personale, incentivi concreti e risorse dedicate, investendo nel capitale umano quale vero pilastro della capacità operativa. Non solo, le svariate indennità, specifiche dell’essere militare, devono essere finanziate a parte e non gravare sulle risorse messe in campo per il rinnovo del contratto economico.
La situazione dei manutentori è solo una delle tante condizioni critiche, infatti la fuga di competenze investe anche il personale della sicurezza delle installazioni, i controllori del traffico aereo, gli ATSEP e molte altre specialità tecniche, operative, logistiche e amministrative, il cui personale, negli anni, ha acquisito una formazione indispensabile ai compiti specifici della Forza Armata.
Per questi motivi è stata elaborata una proposta organica, che prevede premi di rafferma, incentivi alla permanenza, pensione integrativa e complementare, una riforma dell’utilizzo delle risorse FESI, dei fondi destinati al CFG e ai CFI, con l’obiettivo di rendere nuovamente attrattiva la carriera militare e trattenere le professionalità strategiche. Fermare questa emorragia, oltre ad essere una questione sindacale, è una priorità per la sicurezza del Paese e per il futuro dell’Aeronautica Militare.
Nei prossimi servizi approfondiremo gli altri punti della politica sindacale di USAMi Aeronautica, dalle carriere alla previdenza, dal benessere del personale alle tutele professionali, per offrire una visione completa delle riforme necessarie a valorizzare chi ogni giorno garantisce l’operatività della Forza Armata.
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