Recupero Compensativo all'estero

Dalla confusione alla chiarezza definitiva: il recupero compensativo all’estero non è una concessione, ma un diritto e come tale non può essere negato.

Da anni il personale dell’Aeronautica Militare si scontra con un curioso paradosso: la normativa nazionale permette di cumulare il recupero compensativo con la licenza ordinaria, persino per recarsi all’estero, mentre in diversi reparti questa possibilità viene ostinatamente negata. Insomma, la legge dice una cosa, ma una parte della Forza Armata fa altro.

USAMI Aeronautica aveva già sollevato il problema tempo fa, segnalando che alcune note della direttiva SMA-ORD-11 contrastavano con l’art. 10, comma 7, del D.P.R. 394/1995. A rendere il quadro ancora più singolare, il sistema “PERSEO 3”, quello ufficiale usato dall’Amministrazione e realizzato sulle indicazioni normative vigenti, il quale consente invece di richiedere regolarmente i recuperi eccedenza per l’estero. 

Dopo mesi di interlocuzioni e missive non fruttuose con SMA, abbiamo portato il problema allo Stato Maggiore della Difesa il quale ha chiarito definitivamente che: il recupero compensativo può essere concesso anche per recarsi all’estero, a condizione che copra l’intera giornata lavorativa (otto ore dal lunedì al giovedì, quattro ore il venerdì) e nel rispetto degli obblighi di rintracciabilità e richiamo previsti dal COM e dal TUOM. 

La decisione di SMD, di fatto, accetta tutte le nostre richieste. Dopo molta attesa, anche lo Stato Maggiore Aeronautica ha riscontrato una nuova richiesta di USAMi Aeronautica, specificando che   sta provvedendo ad aggiornare la SMA ORD 11.

USAMI Aeronautica continuerà a presidiare i diritti dei militari, le interpretazioni dirigenziali a scapito delle norme primarie ovvero dei contratti saranno immediatamente oggetto delle nostre attenzioni.

USAMi Aeronautica, facciamo bene il nostro lavoro.

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