Il costo del carburante continua a salire e, ancora una volta, a pagarne il prezzo sono i militari.
Abbiamo appena scritto a SMA chiedendo l’applicazione di un pacchetto di interventi, mirato a mitigare l’impatto sulle economie delle famiglie dei militari in azzurro.
Sempre più colleghi faticano a sostenere le spese quotidiane per raggiungere il luogo di servizio. Una situazione che riguarda sia chi lavora su turni, sia il personale aeroportuale, incidendo maggiormente con l’aumento della distanza casa lavoro.

Va evidenziato che Il problema non nasce oggi; il problema ora si sta ulteriormente aggravando, ed è quindi indispensabile correre urgentemente ai ripari.  L’attuale crisi internazionale e il conseguente aumento generalizzato dei prezzi, sta colpendo, di fatto, soprattutto la fascia di militari fino al grado di Capitano compreso, i quali sono stati, di recente, danneggiati causa la firma dell’ultimo contratto economico 2022-24, i cui sindacati firmatari  ancora non hanno fatto un pubblico “mea culpa”.

Non è solo un problema economico

Ridurre tutto a una questione di carburante sarebbe un errore. Ci sono migliaia di famiglie alla fame con tutte le conseguenze sia sulla serenità familiare che lavorativa. Quando un militare è costretto a scegliere tra spese essenziali e lavoro, il problema non è più individuale: diventa sistemico, con le relative conseguenze. Ai militari, in pratica, è chiesto di essere tra l’incudine e il martello, con effetti sulla qualità della vita e, conseguentemente, sull’efficienza operativa.

Soluzioni concrete e per tutti

USAMi Aeronautica non si limita a denunciare. Ha messo sul tavolo un pacchetto di interventi immediatamente attuabili, pensati per ridurre i costi per le famiglie, senza intaccare l’operatività della Forza Armata e senza aggravio economico per le casse dello Stato.

Ridurre gli spostamenti e ottimizzare ciò che già esiste

Si parte dal potenziamento dei servizi navetta, sfruttando mezzi e personale già disponibili per collegare le basi ai principali nodi di trasporto. Un intervento concreto che può ridurre, da subito, l’uso delle auto private.

Allo stesso tempo, si propone una revisione intelligente degli orari di lavoro. La cosiddetta “settimana corta” permetterebbe di concentrare l’attività su quattro giorni, riducendo del 20% i costi di trasporto. Ancora più incisiva la proposta per il personale aeroportuale: turnazioni su tre giornate da 12 ore, mantenendo la piena operatività ma abbattendo i costi di commuting in auto del 40%.

Per i servizi armati, invece, USAMi chiede un passo deciso: applicare da subito la turnazione H24, e mantenerla fino al termine dell’attuale situazione economica e, comunque, in caso di sottorganico; in questo caso la riduzione dei costi è del 50%.

Uno degli aspetti fulcro dell’intervento sindacale, infatti, è la richiesta di applicazione della normativa sulla mobilità sostenibile, dai Piani Spostamento Casa-Lavoro alla figura del Mobility Manager.

Treni gratuiti per i Militari italiani

Il nostro sindacato guarda anche oltre la Forza Armata e punta a un intervento strutturale: l’estensione a livello nazionale della gratuità del trasporto pubblico per  tutti i militari, misura già ottenuta in Lombardia grazie all’azione congiunta di USAMi Aeronautica e ITAMIL Esercito.

Tutelare i Militari Italiani significa rafforzare il Paese

Ridurre i costi per il personale non è solo una questione di equità. Significa anche: meno consumo di carburante, maggiore efficienza complessiva e più autonomia operativa per l’intero sistema Paese.

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