Negli ultimi giorni si è assistito all’ennesima dimostrazione di come, nel panorama sindacale militare, la disinformazione possa essere utilizzata per generare confusione e, soprattutto, per spingere il personale verso azioni inutili, prive di reale fondamento ed anche onerose.
Facciamo chiarezza, entrando nel merito.
Con il Decreto Legislativo 24 febbraio 2026, sono stati aggiornati gli articoli 1783 e 1860 del Codice dell’Ordinamento Militare, riconoscendo utili gli studi universitari dei marescialli a nomina diretta assunti in servizio permanente con l’obbligo della laurea, sia per le maturazioni economiche (art. 1783) sia per il computo ai fini previdenziali (art. 1860) ai sensi dell’art. 32 del d.P.R. 1092/1973.
Con gli aggiornamenti del COM, anche per i marescialli a nomina diretta arruolati con l’obbligo della laurea, trovano piena applicazione la circolare nr. 109 del 04/07/2025 e il messaggio 1200 del 03/04/2026 dell’INPS, relativi alle modalità operative per il riconoscimento in posizione assicurativa dei benefici previsti dall’art. 32 del d.P.R. 1092/1973. Questo significa che gli anni di durata legale del corso di laurea richiesto per l’accesso possono essere valorizzati ai fini pensionistici. Parliamo quindi di un istituto ben preciso: un riconoscimento gratuito, su domanda, che incide sull’anzianità utile sia per il diritto alla pensione sia, per chi rientra nel sistema misto, anche sulla misura dell’assegno per le anzianità maturate prima del 31 dicembre 1995. Inoltre, lo stesso periodo può essere eventualmente oggetto di ulteriore riscatto oneroso ai fini del TFS, ma si tratta di un piano distinto e volontario.
Orbene, rispondiamo ora a quanti, in più occasioni, hanno denigrato l’operato di USAMi Aeronautica, che, attraverso un’attenta attività di studio e di assistenza diretta, ha consentito ai Marescialli a nomina diretta di vedersi riconosciuto il diritto alla valutazione degli studi universitari senza dover ricorrere al TAR.
Quando un diritto è già riconosciuto e la procedura per ottenerlo è chiaramente indicata, parlare di azioni legali significa, di fatto, creare un bisogno che non esiste. E questo comporta conseguenze concrete: personale disorientato, tempo sottratto inutilmente e, in alcuni casi, costi economici evitabili. La verità è molto più semplice e lineare: il beneficio si ottiene presentando un’istanza. Non sempre servono tribunali, avvocati o scorciatoie. Serve solo consapevolezza dei propri diritti e accesso a informazioni corrette. Ed è proprio su questo terreno che si misura la credibilità di un’organizzazione sindacale. Informare significa assumersi la responsabilità di ciò che si comunica, evitando di alimentare aspettative infondate o di sfruttare tematiche tecniche per costruire consenso.
USAMI Aeronautica continuerà a distinguersi per un approccio serio e concreto: analisi delle norme, verifica delle fonti, tutela reale degli iscritti. Senza clamore, senza forzature, senza operazioni di facciata. Perché i diritti non si improvvisano e non si urlano: si conoscono, si applicano e si difendono con competenza.


