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Sei quiRinnovo contrattuale 2025-27 anche questa volta non ci sono soldi: militari sempre più vicini alla piazza5 Giugno 2026

📋 In sintesi

Sul rinnovo contrattuale 2025-2027, USAMi Aeronautica denuncia ancora una volta l’assenza di risorse adeguate per il personale militare fino al grado di Capitano. Mentre nelle sedi istituzionali si continua a ripetere che “non ci sono soldi”, cresce il malcontento della base, sempre più vicina alla richiesta di una grande mobilitazione di piazza per rivendicare dignità economica e pari considerazione.

AspettoSituazione denunciataPosizione USAMi Aeronautica
Rinnovo contrattuale 2025-2027La Funzione Pubblica continua a ripetere che per il personale militare fino al grado di Capitano non ci sono soldi.Il personale militare non può continuare a essere lasciato senza risposte economiche concrete.
Storture del sistemaSi assiste a paradossi sindacali, silenzi sulle storture note e atteggiamenti istituzionali non rispettosi del mandato ricevuto.Occorre denunciare con chiarezza ciò che non funziona e tutelare realmente il personale.
Festa della RepubblicaLa parata mostra l’immagine di un’Italia riconoscente, ma non racconta la difficoltà economica silenziosa di molti militari.Dietro l’orgoglio del servizio esiste il problema concreto di arrivare a fine mese.
Dignità economicaMolti militari sono costretti a scegliere tra spese familiari essenziali, senza possibilità di svolgere una seconda attività per sopravvivere.I militari italiani, dai Volontari ai Generali, meritano una vita dignitosa.
MobilitazioneUna moltitudine crescente di colleghi chiede di scendere in piazza con una sola richiesta: dignità.Se le Istituzioni continueranno a ignorare le istanze del personale, la mobilitazione di piazza resterà l’unica strada percorribile.
  • Contratto senza risposte — anche nel rinnovo 2025-2027, per il personale militare fino al grado di Capitano viene ripetuto che non ci sono soldi, mentre si continua a difendere una verità che tutela solo le tasche della dirigenza.
  • Paradossi sindacali — USAMi Aeronautica denuncia il silenzio sulle storture del sistema e le contraddizioni di chi si mobilita contro trasmissioni come Piazzapulita, ma non affronta le difficoltà reali del personale.
  • Il dietro le quinte — dopo la parata della Festa della Repubblica, resta ciò che le telecamere non mostrano: militari orgogliosi del proprio servizio, ma spesso preoccupati per come arrivare a fine mese.
  • Disagio crescente — molti servitori dello Stato sono costretti a scegliere tra spese essenziali, come pagare l’assicurazione dell’auto o comprare scarpe nuove ai figli, senza possibilità di svolgere una seconda attività per sopravvivere.
  • Verso la piazza — la base si sta muovendo e chiede dignità. USAMi Aeronautica, insieme ad altre sigle del Comparto Sicurezza e Difesa, ha avvi

In questi giorni stiamo assistendo a uno spettacolo desolante. Da una parte la Funzione Pubblica, come un disco rotto, ripete sempre la stessa litania: per il personale militare fino al grado di Capitano non ci sono soldi. Dall’altra qualcuno difende a spada tratta una “verità” che tutela solo le tasche della dirigenza. Nel mezzo, assistiamo a paradossi inqualificabili sotto il profilo sindacale: sindacati militari che si coalizzano contro la trasmissione Piazzapulita – “colpevole” di aver mostrato solo la punta di un iceberg, ma che poi tacciono sistematicamente sulle note storture del sistema. E ancora, politici o tecnici che, durante gli incontri istituzionali, passano il tempo fissando lo smartphone in palese spregio del mandato per cui sono pagati.

Il dietro le quinte che nessuno vuole mostrare

Si è appena conclusa la parata della Festa della Repubblica. Eravamo presenti, come in tutte le occasioni istituzionali. Per USAMi Aeronautica c’era il Segretario Nazionale Aggiunto ai Rapporti Istituzionali il Sig. Angelo Santacroce. Abbiamo visto le massime cariche dello Stato scendere in via dei Fori Imperiali, il Presidente della Repubblica portare la mano al cuore al passaggio dei battaglioni, i Capi di Stato Maggiore visibilmente commossi. Abbiamo visto la fotografia di un’Italia unita e riconoscente per il lavoro che svolgiamo ogni giorno, in Patria e all’estero, e abbiamo ascoltato le parole cariche d’orgoglio dei telecronisti.

Quello che le telecamere non hanno inquadrato, e i cronisti non hanno detto però, è la silenziosa disperazione di molti di quei militari che mentre marciavano orgogliosamente a petto in fuori e armi in mano, o mentre ogni giorno lavorano in una sala operativa, o sono impegnati sotto l’ala di un aereo, o in una mensa, pensano a come arrivare a fine mese.

Parliamo di servitori dello Stato costretti a scegliere se pagare l’assicurazione dell’auto o comprare le scarpe nuove ai figli che crescono, ai quali è negata anche la possibilità di svolgere una seconda attività, sia chiaro per sopravvivere e non certamente per arricchirsi; altro che pari dignità!

I tempi sono maturi. L’ora sta per scoccare

È per questo che la base si sta muovendo. Una moltitudine di colleghi, ogni giorno più numerosa, ci chiede di scendere in piazza, con una sola richiesta: dignità. Oggi questa richiesta non arriva più solo dal personale, ma trova sponda in diverse sigle sindacali delle Forze Armate, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.

USAMi Aeronautica, in sinergia con altre sigle sindacali del Comparto Sicurezza e Difesa, ha avviato una collaborazione per organizzare la prima grande manifestazione storica di piazza dei militari italiani dopo quelle degli anni ’70, del 24 febbraio 2001 e del marzo 2003. Se le Istituzioni continueranno a ignorare le nostre istanze, la mobilitazione di piazza rimane l’unica strada percorribile per far valere i nostri diritti.

I militari italiani, tutti, dai Volontari ai Generali, meritano una vita dignitosa.

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