È appena stato firmato il contratto economico 2025-2027. Un accordo che non si limita a deludere, ma stratifica e rende struttura l’impoverimento che i militari contrattualizzati stanno vivendo sulle loro spalle.
Slogan e propaganda non riempiono i piatti
Siamo arrivati a questo. Stiamo assistendo in questa ultima settimana, prima e dopo la firma, a devi veri e propri slogan da parte del Ministero della Funzione Pubblica che afferma in diverse salse, sia direttamente che tramite la stampa nazionale di aver dato 200 euro netti ai militari contrattualizzati.
Fuffa che offende chi difende il Paese e i suoi Cittadini
Spieghiamo bene come stanno le cose, anche sommando l’aumento del contratto 2022-24 a quello appena siglato relativo al periodo 2025-27, ovvero per un periodo di sei anni, segnato da un’inflazione reale e programmata superiore al 23% l’aumento netto medio reale, è decisamente inferiore agli sbandierati 200 euro. Non dimentichiamo che nello scorso contratto ci sono stati dei soggetti che sono andati addirittura in negativo e che i famosi 100 euro netti a salire dal grado più basso, non li abbiamo mai visti! Comunque sia, qualora considerassimo per vero i 200 euro, per lo stesso periodo nelle tasche dei militari contrattualizzati mancano all’appello 400 euro di aumento, sempre che l’inflazione programmata dal MEF rimanga ferma al 2,9% per il 2026 e 2% per il 2027, con buona pace della geopolitica e dello stretto di Hormuz!
Potevate scegliere tra il disonore e la guerra. Avete scelto il disonore e avrete la guerra
Dopo la firma dell’ultimo contratto, i cui effetti negativi sono ormai sotto gli occhi di tutti, l’unico sindacato dell’Aeronautica che ha scelto di sottoscrivere l’accordo ha confermato una linea che appare incomprensibile sotto ogni profilo logico, votando a favore di un’intesa che la maggior parte del personale aveva chiaramente contestato.
Durante il tavolo contrattuale è emersa con chiarezza la volontà di procedere comunque, anche a costo di disattendere le aspettative dei propri iscritti che avevano espresso posizioni contrarie. Nella dichiarazione resa il 14 luglio in occasione della firma, infatti, un autorevole rappresentante della stessa organizzazione ha esplicitamente riconosciuto che tale scelta avrebbe potuto portare alcuni iscritti ad abbandonare il sindacato, accettando di fatto questa eventualità come conseguenza della decisione presa.
Non vi è alcuna ragione logica che giustifichi questo sì alla firma, soprattutto alla luce delle cifre propagandate: i 200 euro netti sbandierati non corrispondono alla realtà. I militari lo sanno bene, sanno leggere le buste paga e riconoscere chi tenta di presentare numeri che non trovano riscontro concreto.
Resta quindi fondamentale ricordare agli iscritti il loro diritto di lasciare i sindacati che non rappresentano più i loro interessi. E la manifestazione del 18 non è un punto di arrivo, ma solo l’inizio di un percorso che proseguirà con le prossime sfide: la legge di bilancio, la previdenza e le elezioni.
Quando la fame viene considerata populismo
La stupidità con cui vengono usate certe parole ci fa letteralmente inorridire. Diverse sono state le sigle sindacali infatti che hanno parlato di populismo, di come il fronte del no, avrebbe usato questa fantomatica tecnica comunicativa per polarizzare la base. VERGOGNATEVI! I militari contrattualizzati non sono stupidi, non sono manipolabili, sono persone intelligenti, sono un estratto della cittadinanza italiana che ha superato concorsi, sottoposto a formazione continua, impiegato costantemente in ambienti operativi ed internazionali e che ha piena contezza della situazione e in molti casi in possesso anche di diverse lauree. Ci chiediamo: ma fate sindacato o fate politica di bassa lega? Chi ci accusa di populismo, di fronte a famiglie che non arrivano a fine mese, è un cialtrone, non un sindacalista!
Le risorse economiche c’erano ma avete deciso di non ascoltarci
Non abbiamo chiesto la luna, avevamo individuato le risorse economiche per dare sì un vero aumento di 200 euro netti al mese, spostando parte dei fondi destinati ai CFI sul FESI, idea successivamente appoggiata da tutti i sindacati durante i vari incontri per poi andare a finire nel nulla.
USAMI Aeronautica ha firmato il no ad un contratto che:
Svaluta e impoverisce ulteriormente il lavoro dei militari;
Calpesta e ignora la specificità militare;
Blocca la partenza della previdenza complementare e dedicata;
Si rifiuta di spostare le risorse economiche dal CFI al FESI;
Ipoteca e compromette il futuro economico delle nostre famiglie.
Il potere è nelle tue mani: inizia una nuova era
Oggi nasce una nuova consapevolezza. Tutti i militari devono prendere atto di una verità fondamentale: le percentuali di iscritti fanno la differenza.
Il potere di cambiare le cose non è di chi sta nei palazzi, è nelle vostre mani.
Non essere iscritto a un sindacato significa subire le decisioni di altri corpi armati;
Essere iscritto al sindacato sbagliato significa legittimare chi annulla la tua dignità.
Dare revoca ad un sindacato che non ti ascolta è il tuo strumento di potere
Guarda al futuro, scegli chi ti difende davvero, prendi in mano il tuo potere, iscriviti ad USAMi Aeronautica.

