“Faremo sicuramente scalpore.”
Queste le prime, determinate parole del Dott. Enzo Trevisiol, Portavoce del Patto per la Difesa e la Sicurezza dei Cittadini.
Dopo l’ennesimo accordo firmato in fretta e furia — per logiche che nulla hanno a che fare con la tutela dei diritti di chi indossa una divisa — Roma, domani, ci attende. Nei prossimi giorni sviscereremo, punto per punto, le incongruenze di questa vera e propria “cambiale in bianco”. Un colpo basso che colpisce nuovamente, e duramente, il personale fino al grado di Capitano.
Chiesto un incontro con il ministro Crosetto
Il passato contratto fu firmato da 12 sigle su 15. Non accettarono quelle già pessime condizioni USAMi Aeronautica e ITAMIL Esercito. Oggi delle 14 sigle, del gruppo dei 13 sindacati firmatari, 5 sono rimaste arroccate sulla posizione di firmare sempre tutto e di fretta, accettando condizioni persino peggiori della tornata precedente. Ci chiediamo quale sia il loro limite per dire no. Sta di fatto che mentre costoro cercano di spiegare ad una platea di militari giustamente infuriati la bontà di un’azione che, nei fatti, non ha nulla di buono, i 9 sindacati che non hanno firmato hanno appena chiesto un incontro con il Ministro della Difesa.
Zero tutele economiche, zero garanzie normative
Siamo drammaticamente lontani da una vera negoziazione. Ed è esattamente per questo che la piazza di domani ha più ragione di esistere che mai.
Chi sarà presente domani, sfidando il caldo, i maldestri tentativi di strumentalizzazione, il boicottaggio di molte sigle e il periodo di ferie, condivide qualcosa che nessun tavolo sindacale potrà mai comprare: lo spirito di corpo e l’attaccamento profondo all’uniforme. Una divisa troppo spesso declamata a parole dai politici per fare propaganda, ma puntualmente dimenticata nei momenti in cui c’è da dare risposte concrete.
IL SIAP Polizia esprime solidarietà per i manifestanti
Abbiamo appena ricevuto la solidarietà da parte del SIAP Polizia. Condividiamo pienamente i contenuti della missiva ricevuta. Aggiungiamo che il dialogo è sempre aperto, e purtroppo per il personale le richieste, comprese quelle a costo zero, sono state puntualmente disattese. Non ci stancheremo mai di dirlo, USAMi Aeronautica individua sempre le risorse e propone riforme percorribili.
L’aumento dei 200 euro mensili, reali non inventati a papocchia vero, avrebbe potuto arrivare dallo spostamento parziale dei fondi dei CFI sul FESI, ma anche questa richiesta, è rimasta inascoltata perché con tutta probabilità si sarebbe dovuto procedere ad una ridistribuzione dei fondi per gli straordinari, ora focalizzati per gran parte sulle attività svolte dalla Dirigenza. Persino la nostra richiesta di licenza ordinaria ad ore, una riforma a costo zero e che avrebbe potuto portare sollievo a molti militari e alle loro famiglie, è rimasta inaccolta.
La provocazione: Abolire la “Specificità Militare”
Intendiamo inviare al Parlamento un disegno di legge provocatorio, ma drammaticamente logico: l’abolizione della specificità militare.
Il principio è semplice: se da un lato lo Stato non riconosce la nostra specificità dal punto di vista economico e normativo, allora dall’altro devono cadere tutti quei limiti, obblighi e restrizioni che gravano sulle vite dei militari e che nessun altro cittadino italiano è tenuto a sopportare. Non si possono pretendere doveri straordinari offrendo in cambio restrizioni e limitazioni sempre più stringenti.
Un evento storico: la politica non è abituata a vederci uniti
La politica è abituata al silenzio dei militari. Domani romperemo quel silenzio.
Domani, dalle strade di Roma trasmetteremo su Militari.tv e sulle nostre pagine Facebook ufficiali, l’evento in diretta nazionale. L’Italia e l’Europa assisteranno a un fatto storico e raro: donne e uomini dell’Aeronautica, della Guardia di Finanza, dell’Esercito, dei Carabinieri e della Marina sfileranno uniti per le vie di Roma. Cammineremo a testa alta per dare voce e dignità alle condizioni reali a cui il personale è sottoposto.
Noi ci siamo. Ci mettiamo la faccia, la coerenza e il cuore. Non svendiamo i diritti di chi difende il Paese.
Istruzioni per partecipare e seguire l’evento
Il Corteo: Ci vediamo domani, ore 16:00, a Piazza della Repubblica (Roma).
Il Convegno: Al termine della manifestazione, dalle 18:00 alle 20:30, la diretta continuerà con il Convegno presso il Centro Congressi “Cavour” a Roma.
Il contratto economico è stato firmato e il danno è fatto. Resta da affrontare l’intera parte normativa, finora totalmente disattesa dal Governo e ignorata dai sindacati firmatari. La partita non è finita.
Domani guarda negli occhi chi ti sta a fianco: la tua presenza è la risposta più forte. Ci vediamo in piazza.

