A manifestazione appena conclusa, nella quale USAMI, SINAFI, NSC, ITAMIL E SILMM hanno portato in piazza ben 6000 militari, il popolo in uniforme ha acquisito un nuovo stato di coscienza.
E’ impossibile fermare un’onda che è diventata inarrestabile sin dalla sua nascita, per cui più di qualcuno, sta pensando che sia meglio cavalcarla. Stiamo parlando di attendisti opportunisti, e sempre per costoro ottobre sarebbe la data matura per scendere in piazza.
Chi parla di ottobre illude il personale!
Chi non ha partecipato alla manifestazione continua a remare contro il personale, ed ora, una volta capita l’entità del malcontento, sta cercando di correre ai ripari. Allora dal cappello magico spunta ottobre come data per la prossima manifestazione, ma sta bene attento a non dire che per quel mese i giochi saranno fatti! Entro il quindici di ottobre, infatti, il Governo è obbligato a consegnare alla Commissione Europea il DPB (documento programmatico di bilancio) nel quale sono stabiliti i:
target macroeconomici: Le stime di crescita del PIL, il tasso di inflazione e i dati sul mercato del lavoro.
Gli obiettivi di finanza pubblica: I saldi programmatici (deficit e debito pubblico previsti).
I pilastri della manovra: Le principali misure economiche, di spesa e di tassazione che il governo intende introdurre (ad esempio, modifiche alle aliquote IRPEF, interventi sul cuneo fiscale, investimenti pubblici)
Il DPB deve avere coerenza con il PSB (Piano strutturale di Bilancio di medio termine).
Una volta ricevuto il DPB entro il 15 ottobre, la Commissione Europea esamina le tabelle e le intenzioni del governo ed emette un parere formale entro la fine di novembre. In questo parere Bruxelles promuove la manovra, chiede chiarimenti o, nei casi più critici, può richiedere modifiche se ritiene che i piani finanziari presentati violino apertamente gli impegni presi.
Quando si scende in piazza di nuovo.
Siamo riusciti a portare: nonostante il caldo, le ferie, la disinformazione e bla bla bla, 6000 militari in piazza. I militari, tutti, ora hanno capito che si può manifestare senza alcuna ripercussione. Non solo, il Patto ha dimostrato di essere un soggetto affidabile sia nella politica sindacale che nella capacità operativa, e si contrappone ad una componente ignava, attendista e per chi ha firmato il contratto, irrispettosa nei confronti del volere del personale.
Riteniamo che prima della definizione della Finanziaria, qualsiasi data sia utile per poter scendere in piazza, o per altri tipi di protesta. Il Patto continua ad essere aperto a qualsiasi associazione che sposi la politica di non far attendere il personale, ma a patto di agire concretamente. Noi siamo quelli che fanno i fatti non le chiacchiere.
Abbiamo già una macchina rodata, alla prima esperienza abbiamo portato 6000 militari in piazza, la domanda è d’obbligo: alla prossima in quanti saremo?
Iscriviti alle sigle del Patto per la Difesa e la Sicurezza dei Cittadini: USAMi, SiNaFi, ITAMIL, NSC e SILMM; facciamo fatti non chiacchiere.

