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Dopo la storica manifestazione del 18 luglio arriva il confronto sulla previdenza. USAMi Aeronautica: «Aprire un tavolo non costa nulla. Adesso vogliamo sapere quali risorse saranno stanziate e come si intende sanare oltre trent’anni di ritardo».
Il prossimo 13 ottobre il Dipartimento della Funzione Pubblica ha convocato le organizzazioni sindacali per l’avvio di un tavolo di confronto sulla previdenza del personale militare. Un appuntamento importante, che non nasce dal nulla. L’avvio del confronto rappresenta infatti uno degli impegni politici assunti dai Ministri competenti dopo la storica manifestazione nazionale del 18 luglio a Roma, quando oltre 6.000 militari delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sono scesi in piazza per chiedere risposte concrete sul trattamento economico, sulla previdenza e sui diritti del personale.
Una mobilitazione senza precedenti nel mondo militare che, al di là di ogni tentativo di attribuirsi meriti successivi, ha rappresentato uno stimolo politico determinante per rompere un silenzio che durava da troppo tempo. Prima di quella manifestazione sulla previdenza si parlava molto, ma senza offrire al personale alcuna prospettiva concreta. Anche durante il confronto negoziale mancavano iniziative capaci di indicare una strada, risorse e tempi certi. La piazza del 18 luglio ha cambiato il quadro.
E proprio sul tavolo del 13 ottobre c’è un particolare che vale la pena ricordare. A partecipare ci sarà anche USAMi Aeronautica, insieme a tutte le organizzazioni sindacali che non hanno firmato il contratto 2025/2027. Una precisazione che si rende necessaria perché, nelle settimane successive alla firma del contratto, le organizzazioni firmatarie avevano più volte sostenuto e ribadito pubblicamente che al tavolo della previdenza complementare non sarebbero state presenti le sigle che quel contratto non lo avevano sottoscritto. Evidentemente, a quanto pare, l’invito al tavolo non prevedeva questa distinzione.
IL PROBLEMA NON È APRIRE UN TAVOLO. IL PROBLEMA È COSA CI SARÀ SOPRA
USAMi Aeronautica parteciperà al confronto con spirito costruttivo, ma senza alimentare facili entusiasmi. Convocare un tavolo non costa nulla. Può essere fatto oggi, domani o tra sei mesi. Il punto decisivo non è quindi celebrare l’apertura di un confronto, ma capire quali risorse il Governo sia realmente disposto a mettere a disposizione e quale strumento normativo intenda utilizzare per affrontare una situazione che si trascina da oltre trent’anni.
Sono queste le risposte che attendiamo il 13 ottobre. Non bastano dichiarazioni di principio, né l’ennesimo rinvio a successivi approfondimenti tecnici. Occorre capire quanto si intende investire, con quali tempi, attraverso quale intervento legislativo e soprattutto come si intenda affrontare il danno previdenziale accumulato dal personale in oltre tre decenni di mancato avvio della previdenza complementare.
INTANTO I MILITARI VANNO IN PENSIONE
Il tempo delle discussioni infinite è finito anche per una ragione molto semplice: mentre le istituzioni discutono, i militari continuano ad andare in pensione. Numerosi colleghi si stanno già congedando subendo conseguenze previdenziali rilevanti. Nei prossimi anni il problema è destinato ad assumere dimensioni ancora più gravi, soprattutto per il personale la cui pensione sarà determinata in misura sempre maggiore, o integralmente, attraverso il sistema contributivo. Ogni ulteriore anno perso significa aumentare il numero dei militari che rischiano di arrivare alla pensione senza quello strumento previdenziale che avrebbe dovuto accompagnarli da decenni. Non siamo quindi di fronte a una discussione teorica. Stiamo parlando del futuro economico di migliaia di famiglie.
USAMI NON ASPETTA: ABBIAMO GIÀ AVVIATO LE NOSTRE AZIONI DI TUTELA
Proprio perché non intendiamo limitarci ad attendere gli sviluppi politici, USAMi Aeronautica ha già avviato iniziative concrete a tutela dei propri iscritti. È stata promossa un’iniziativa collettiva attraverso il conferimento del mandato al legale per una formale diffida finalizzata a tutelare le posizioni degli aderenti rispetto al mancato avvio della previdenza complementare, anche sotto il profilo della salvaguardia dei diritti e della prescrizione nei limiti previsti dall’ordinamento. L’iniziativa è totalmente gratuita per gli iscritti USAMI e per coloro che si iscriveranno entro il termine previsto (31 Ottobre). Per aderire c’è tempo sino al 15 Novembre 2026.
➡️ LEGGI L’ARTICOLO E ADERISCI ALL’INIZIATIVA SULLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
Questa iniziativa legale promossa da USAMI Aeronautica, permetterà di tutelare gli interessi dei propri iscritti sia rispetto alle conseguenze derivanti dal mancato avvio della previdenza complementare, sia rispetto alla violazione delle prerogative sindacali nell’ambito del procedimento negoziale. Perché mentre la politica discute, il Sindacato ha il dovere di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per tutelare concretamente i lavoratori che rappresenta.
IL 13 OTTOBRE VOGLIAMO NUMERI, RISORSE E TEMPI
Accogliamo quindi positivamente l’avvio del tavolo, ma non confondiamo l’inizio di una discussione con la soluzione del problema. Il 13 ottobre USAMI andrà al confronto con domande molto semplici: Quante risorse sono disponibili? Quale soluzione normativa intende adottare il Governo? In quali tempi? Come si intende affrontare il danno accumulato in oltre trent’anni di mancata previdenza complementare?
Su queste risposte misureremo la reale volontà politica di affrontare finalmente la questione. La manifestazione del 18 luglio ha dimostrato che quando i militari fanno sentire insieme la propria voce, il silenzio può essere rotto. Adesso, però, bisogna passare dagli impegni ai fatti.
USAMi Aeronautica sarà al tavolo per questo: non per assistere all’ennesima discussione, ma per pretendere risposte, risorse e soluzioni concrete.
Dopo la storica manifestazione del 18 luglio arriva il confronto sulla previdenza. USAMi Aeronautica: «Aprire un tavolo non costa nulla. Adesso vogliamo sapere quali risorse saranno stanziate e come si intende sanare oltre trent’anni di ritardo».
Il prossimo 13 ottobre il Dipartimento della Funzione Pubblica ha convocato le organizzazioni sindacali per l’avvio di un tavolo di confronto sulla previdenza del personale militare. Un appuntamento importante, che non nasce dal nulla. L’avvio del confronto rappresenta infatti uno degli impegni politici assunti dai Ministri competenti dopo la storica manifestazione nazionale del 18 luglio a Roma, quando oltre 6.000 militari delle Forze Armate, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza sono scesi in piazza per chiedere risposte concrete sul trattamento economico, sulla previdenza e sui diritti del personale.
Una mobilitazione senza precedenti nel mondo militare che, al di là di ogni tentativo di attribuirsi meriti successivi, ha rappresentato uno stimolo politico determinante per rompere un silenzio che durava da troppo tempo. Prima di quella manifestazione sulla previdenza si parlava molto, ma senza offrire al personale alcuna prospettiva concreta. Anche durante il confronto negoziale mancavano iniziative capaci di indicare una strada, risorse e tempi certi. La piazza del 18 luglio ha cambiato il quadro.
E proprio sul tavolo del 13 ottobre c’è un particolare che vale la pena ricordare. A partecipare ci sarà anche USAMi Aeronautica, insieme a tutte le organizzazioni sindacali che non hanno firmato il contratto 2025/2027. Una precisazione che si rende necessaria perché, nelle settimane successive alla firma del contratto, le organizzazioni firmatarie avevano più volte sostenuto e ribadito pubblicamente che al tavolo della previdenza complementare non sarebbero state presenti le sigle che quel contratto non lo avevano sottoscritto. Evidentemente, a quanto pare, l’invito al tavolo non prevedeva questa distinzione.
USAMi Aeronautica parteciperà al confronto con spirito costruttivo, ma senza alimentare facili entusiasmi. Convocare un tavolo non costa nulla. Può essere fatto oggi, domani o tra sei mesi. Il punto decisivo non è quindi celebrare l’apertura di un confronto, ma capire quali risorse il Governo sia realmente disposto a mettere a disposizione e quale strumento normativo intenda utilizzare per affrontare una situazione che si trascina da oltre trent’anni.
Sono queste le risposte che attendiamo il 13 ottobre. Non bastano dichiarazioni di principio, né l’ennesimo rinvio a successivi approfondimenti tecnici. Occorre capire quanto si intende investire, con quali tempi, attraverso quale intervento legislativo e soprattutto come si intenda affrontare il danno previdenziale accumulato dal personale in oltre tre decenni di mancato avvio della previdenza complementare.
INTANTO I MILITARI VANNO IN PENSIONE
Il tempo delle discussioni infinite è finito anche per una ragione molto semplice: mentre le istituzioni discutono, i militari continuano ad andare in pensione. Numerosi colleghi si stanno già congedando subendo conseguenze previdenziali rilevanti. Nei prossimi anni il problema è destinato ad assumere dimensioni ancora più gravi, soprattutto per il personale la cui pensione sarà determinata in misura sempre maggiore, o integralmente, attraverso il sistema contributivo. Ogni ulteriore anno perso significa aumentare il numero dei militari che rischiano di arrivare alla pensione senza quello strumento previdenziale che avrebbe dovuto accompagnarli da decenni. Non siamo quindi di fronte a una discussione teorica. Stiamo parlando del futuro economico di migliaia di famiglie.
USAMI NON ASPETTA: ABBIAMO GIÀ AVVIATO LE NOSTRE AZIONI DI TUTELA
Proprio perché non intendiamo limitarci ad attendere gli sviluppi politici, USAMi Aeronautica ha già avviato iniziative concrete a tutela dei propri iscritti. È stata promossa un’iniziativa collettiva attraverso il conferimento del mandato al legale per una formale diffida finalizzata a tutelare le posizioni degli aderenti rispetto al mancato avvio della previdenza complementare, anche sotto il profilo della salvaguardia dei diritti e della prescrizione nei limiti previsti dall’ordinamento. L’iniziativa è totalmente gratuita per gli iscritti USAMI e per coloro che si iscriveranno entro il termine previsto (31 Ottobre). Per aderire c’è tempo sino al 15 Novembre 2026.
La tutela della tua previdenza è già partita.
Questa iniziativa legale promossa da USAMI Aeronautica, permetterà di tutelare gli interessi dei propri iscritti sia rispetto alle conseguenze derivanti dal mancato avvio della previdenza complementare, sia rispetto alla violazione delle prerogative sindacali nell’ambito del procedimento negoziale. Perché mentre la politica discute, il Sindacato ha il dovere di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per tutelare concretamente i lavoratori che rappresenta.
IL 13 OTTOBRE VOGLIAMO NUMERI, RISORSE E TEMPI
Accogliamo quindi positivamente l’avvio del tavolo, ma non confondiamo l’inizio di una discussione con la soluzione del problema. Il 13 ottobre USAMI andrà al confronto con domande molto semplici: Quante risorse sono disponibili? Quale soluzione normativa intende adottare il Governo? In quali tempi? Come si intende affrontare il danno accumulato in oltre trent’anni di mancata previdenza complementare?
Su queste risposte misureremo la reale volontà politica di affrontare finalmente la questione. La manifestazione del 18 luglio ha dimostrato che quando i militari fanno sentire insieme la propria voce, il silenzio può essere rotto. Adesso, però, bisogna passare dagli impegni ai fatti.
USAMi Aeronautica sarà al tavolo per questo: non per assistere all’ennesima discussione, ma per pretendere risposte, risorse e soluzioni concrete.