PREVIDENZA MILITARE: FACCIAMO CHIAREZZA SULL’INCONTRO DEL 23 SETTEMBRE

Nessun tavolo operativo sulla previdenza, nessuna risorsa definita e nessuna soluzione individuata. USAMi Aeronautica chiede che agli impegni assunti dal Governo seguano ora incontri veri, numeri e provvedimenti concreti.

In questi giorni stanno circolando comunicazioni che presentano l’incontro tenutosi il 23 settembre presso lo Stato Maggiore della Difesa come l’avvio concreto dei tavoli promessi dal Governo sui grandi temi della previdenza del personale militare. È necessario fare chiarezza, perché le aspettative del personale su una materia delicata come quella pensionistica non possono essere alimentate attraverso rappresentazioni che rischiano di attribuire all’incontro risultati e contenuti che, nei fatti, non ci sono stati.

IL 23 SETTEMBRE NON SI È SVOLTO UN TAVOLO SULLA PREVIDENZA

L’incontro ha avuto carattere essenzialmente preliminare. Come precisato dalla stessa presidenza del tavolo di parte ministeriale, il confronto era rivolto alla revisione della disciplina introdotta dalla legge n. 46/2022 in materia di associazioni professionali a carattere sindacale tra militari. La previdenza è certamente una delle grandi questioni sulle quali il Governo ha assunto impegni e sulla quale dovrà essere aperto uno specifico confronto. Ma il 23 settembre non si è entrati concretamente nel merito di un progetto previdenziale.

Non sono state individuate risorse certe, non sono stati definiti stanziamenti, non è stato presentato un modello di previdenza dedicata o complementare e non sono state illustrate soluzioni tecniche sulle quali le organizzazioni sindacali abbiano potuto realmente confrontarsi. Lo stesso fatto che sia stato successivamente indicato il mese di ottobre per l’avvio del tavolo sulla previdenza con la presenza di esperti conferma la natura preliminare dell’appuntamento del 23 settembre.

CINQUE MINUTI NON SONO UN TAVOLO PREVIDENZIALE

Alle organizzazioni sindacali è stato concesso uno spazio estremamente limitato di intervento, nell’ordine di pochi minuti. Inevitabilmente, molti interventi hanno rappresentato soprattutto l’occasione per manifestare il crescente disagio e la frustrazione del personale rispetto a problemi che attendono risposte da anni: pensioni future insufficienti, assenza della previdenza complementare, necessità di una previdenza realmente dedicata alla specificità militare, carenza di risorse e bisogno di interventi legislativi strutturali. Problematiche reali e gravissime. Ma manifestarle durante un incontro non significa avere aperto un vero tavolo tecnico sulla previdenza, né tantomeno avere già ottenuto risultati. USAMi ritiene fondamentale mantenere questa distinzione, soprattutto per rispetto delle migliaia di militari che attendono risposte concrete sul proprio futuro pensionistico.

ADESSO SERVONO NUMERI, RISORSE E PROVVEDIMENTI

USAMi Aeronautica non intende sminuire l’importanza dell’apertura di un’interlocuzione con il Governo. Al contrario: chiediamo che gli impegni assunti vengano rispettati fino in fondo. Ma proprio per questo non abbiamo bisogno di celebrazioni anticipate. Il vero confronto sulla previdenza non è iniziato e comunque inizierà quando il Governo sarà in grado di mettere sul tavolo elementi concreti: quante risorse intende destinare alla previdenza del personale? Quali stanziamenti saranno effettivamente disponibili? Quale modello di previdenza complementare si intende costruire? Quali interventi saranno previsti per il personale interamente contributivo? Quale sarà la previdenza dedicata alla specificità militare e con quali tempi verrà realizzata?

Sono queste le risposte che attendiamo.

USAMI: GLI IMPEGNI SI MISURANO SUI RISULTATI

La manifestazione interforze del 18 luglio, alla quale hanno partecipato migliaia di militari e cittadini, ha posto con forza al centro del dibattito proprio la questione previdenziale e la necessità di dare finalmente risposte a un problema rimasto irrisolto per troppo tempo. Per questo guardiamo con attenzione ai prossimi appuntamenti. La revisione della normativa sindacale è indispensabile per consentire alle associazioni professionali militari di esercitare pienamente il proprio ruolo. Allo stesso modo, sulla previdenza non possono più bastare dichiarazioni di principio.

Servono un tavolo vero, risorse certe, numeri, tempi e provvedimenti normativi concreti.

USAMi Aeronautica continuerà quindi a informare il personale distinguendo sempre tra ciò che viene annunciato, ciò che viene discusso e ciò che viene realmente ottenuto. Il 23 settembre è stato un primo momento interlocutorio ma su un tavolo che aveva accettato solamente la riforma della legge sui sindacati militari. Il confronto vero sulla previdenza deve ancora cominciare. E quando comincerà, saranno le risorse stanziate, le norme proposte e i risultati ottenuti – non i comunicati celebrativi – a dirci se gli impegni assunti nei confronti dei militari saranno stati realmente rispettati.

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