IN SINTESI
Cinque sigle sindacali militari portano avanti una piattaforma comune per affrontare le questioni economiche, previdenziali, sindacali e di sicurezza del personale. Al centro del confronto, quattro richieste concrete.
Rischi, turni H24 e straordinari
Il Patto chiede di distinguere le risorse per recuperare l'inflazione dai fondi strutturali e autonomi destinati alla specificità militare, per remunerare adeguatamente rischi operativi, turni sulle 24 ore e lavoro straordinario.
Incertezze pensionistiche e usura psicofisica
Viene richiesto l'avvio immediato di un sistema di previdenza complementare e dedicata, con una copertura adeguata alla precoce usura psicofisica del personale.
Contrattazione e tutele effettive
Si chiede una revisione correttiva della Legge 46/2022, con contrattazione di secondo livello e protezioni legali per i dirigenti sindacali contro sanzioni disciplinari o trasferimenti ritorsivi.
Prevenzione anche nelle attività ordinarie e addestrative
La richiesta è applicare integralmente e rigorosamente le norme del D.Lgs. 81/2008, evitando deroghe ingiustificate e conciliando la sicurezza del personale con le esigenze operative.
Il percorso prosegue: all'incontro partecipa anche il SIAP del Veneto per le forze di Polizia ad ordinamento civile. La quarta tappa del Patto è prevista in Puglia nei primi giorni di dicembre, con l'obiettivo di portare la piattaforma di riforma ai tavoli governativi.
MOSTRA ARTICOLO SENZA COLORI NASCONDI ARTICOLO SENZA COLORI
Dal confronto nelle piazze al dibattito istituzionale: la specificità di comparto al centro del convegno del 6 novembre al Villa Pace Park Hotel Bolognese.
Il percorso nazionale del Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini sbarca in Veneto per il suo terzo appuntamento ufficiale, in programma venerdì 6 novembre 2026 alle ore 15:30 presso il Villa Pace Park Hotel Bolognese di Preganziol (Treviso). Patrocinato dalla Provincia di Treviso, l'evento nasce per dare sostanza legislativa al principio della specificità professionale del comparto e rappresenta la naturale prosecuzione di un cammino di mobilitazione avviato con la manifestazione nazionale del 18 luglio a Roma e con la presentazione della piattaforma unitaria l'11 settembre alla Camera dei Deputati.
Il Patto vede l'unione strategica delle articolazioni regionali di cinque sigle sindacali di riferimento - NSC (Nuovo Sindacato Carabinieri), SINAFI (Sindacato Nazionale Finanzieri), USAMI Aeronautica, ITAMIL Esercito e SILMM Marina - che rappresentano complessivamente oltre ventimila lavoratori. Dopo i positivi riscontri registrati nelle precedenti tappe di Napoli (14 settembre) e Lamezia Terme (6 ottobre), l'iniziativa continua a portare nei territori le reali istanze del personale in divisa, trasformando il disagio del settore in una proposta politico-tecnica concreta e coordinata.
Le priorità della piattaforma: stipendi, previdenza e diritti sindacali
Il cuore del dibattito poggia sui quattro pilastri programmatici ideati per riformare in profondità il settore della difesa e della sicurezza. Sul piano economico, le organizzazioni promotrici sollecitano una netta distinzione tra le risorse necessarie al recupero dell'inflazione e i fondi strutturali e autonomi da destinare alla specificità militare, indispensabili per remunerare adeguatamente i rischi operativi, i turni sulle 24 ore e il lavoro straordinario effettuato sul campo. Questa riorganizzazione del trattamento economico si lega in modo indissolubile alla questione previdenziale, laddove si richiede l'avvio immediato di un sistema di previdenza complementare e dedicata; l'obiettivo è superare le incertezze attuali garantendo una copertura adeguata a fronte della precoce usura psicofisica della categoria.
Parallelamente, il Patto punta a riformare il quadro delle agibilità e dei diritti: viene invocata una revisione correttiva della Legge 46/2022 che consenta l'introduzione della contrattazione di secondo livello e assicuri tutele legali effettive ai dirigenti sindacali, al riparo da sanzioni disciplinari o trasferimenti ritorsivi. Infine, la piattaforma affronta il tema della salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008), esigendo l'applicazione integrale e rigorosa delle norme di prevenzione anche durante le attività ordinarie e addestrative, senza deroghe ingiustificate che penalizzino il personale ma bilanciando l'incolumità dei lavoratori con le concrete esigenze operative delle forze armate e di polizia.
Sinergia tra forze civili e militari verso la quarta tappa in Puglia
L'evento di Preganziol segna un momento decisivo di sintesi e convergenza strategica per l'intero comparto, promuovendo un dibattito integrato che supera le storiche divisioni e costruisce un fronte comune tra il sindacalismo militare e le rappresentanze storiche delle forze ad ordinamento civile della Polizia di Stato, rappresentate nell'occasione dal SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) del Veneto. Questa tavola rotonda unitaria intende ribadire la necessità di risposte trasversali da parte del Legislatore sulle garanzie lavorative, previdenziali e sindacali di tutti i lavoratori dell'area sicurezza-difesa.
Ai lavori trevigiani prenderanno parte figure di rilievo politico e delle istituzioni locali, tra cui il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d'Italia in Veneto, Claudio Borgia. L'incontro, aperto gratuitamente alla cittadinanza, agli operatori in divisa e agli organi di informazione, si concluderà con un punto stampa dedicato e un aperitivo conviviale. Il successo del modello territoriale aperto in Veneto costituirà il trampolino di lancio per il prosieguo della campagna nazionale: le sigle del Patto hanno infatti già fissato la quarta tappa ufficiale in Puglia per i primi giorni di dicembre, proseguendo la mobilitazione per far sentire la voce della base alle istituzioni centrali e spingere la piattaforma di riforma nei tavoli governativi.
Dal confronto nelle piazze al dibattito istituzionale: la specificità di comparto al centro del convegno del 6 novembre al Villa Pace Park Hotel Bolognese.
Il percorso nazionale del Patto per la Sicurezza e la Difesa dei Cittadini sbarca in Veneto per il suo terzo appuntamento ufficiale, in programma venerdì 6 novembre 2026 alle ore 15:30 presso il Villa Pace Park Hotel Bolognese di Preganziol (Treviso). Patrocinato dalla Provincia di Treviso, l'evento nasce per dare sostanza legislativa al principio della specificità professionale del comparto e rappresenta la naturale prosecuzione di un cammino di mobilitazione avviato con la manifestazione nazionale del 18 luglio a Roma e con la presentazione della piattaforma unitaria l'11 settembre alla Camera dei Deputati.
Il Patto vede l'unione strategica delle articolazioni regionali di cinque sigle sindacali di riferimento - NSC (Nuovo Sindacato Carabinieri), SINAFI (Sindacato Nazionale Finanzieri), USAMI Aeronautica, ITAMIL Esercito e SILMM Marina - che rappresentano complessivamente oltre ventimila lavoratori. Dopo i positivi riscontri registrati nelle precedenti tappe di Napoli (14 settembre) e Lamezia Terme (6 ottobre), l'iniziativa continua a portare nei territori le reali istanze del personale in divisa, trasformando il disagio del settore in una proposta politico-tecnica concreta e coordinata.
Le priorità della piattaforma: stipendi, previdenza e diritti sindacali
Il cuore del dibattito poggia sui quattro pilastri programmatici ideati per riformare in profondità il settore della difesa e della sicurezza. Sul piano economico, le organizzazioni promotrici sollecitano una netta distinzione tra le risorse necessarie al recupero dell'inflazione e i fondi strutturali e autonomi da destinare alla specificità militare, indispensabili per remunerare adeguatamente i rischi operativi, i turni sulle 24 ore e il lavoro straordinario effettuato sul campo. Questa riorganizzazione del trattamento economico si lega in modo indissolubile alla questione previdenziale, laddove si richiede l'avvio immediato di un sistema di previdenza complementare e dedicata; l'obiettivo è superare le incertezze attuali garantendo una copertura adeguata a fronte della precoce usura psicofisica della categoria.
Parallelamente, il Patto punta a riformare il quadro delle agibilità e dei diritti: viene invocata una revisione correttiva della Legge 46/2022 che consenta l'introduzione della contrattazione di secondo livello e assicuri tutele legali effettive ai dirigenti sindacali, al riparo da sanzioni disciplinari o trasferimenti ritorsivi. Infine, la piattaforma affronta il tema della salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008), esigendo l'applicazione integrale e rigorosa delle norme di prevenzione anche durante le attività ordinarie e addestrative, senza deroghe ingiustificate che penalizzino il personale ma bilanciando l'incolumità dei lavoratori con le concrete esigenze operative delle forze armate e di polizia.
Sinergia tra forze civili e militari verso la quarta tappa in Puglia
L'evento di Preganziol segna un momento decisivo di sintesi e convergenza strategica per l'intero comparto, promuovendo un dibattito integrato che supera le storiche divisioni e costruisce un fronte comune tra il sindacalismo militare e le rappresentanze storiche delle forze ad ordinamento civile della Polizia di Stato, rappresentate nell'occasione dal SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) del Veneto. Questa tavola rotonda unitaria intende ribadire la necessità di risposte trasversali da parte del Legislatore sulle garanzie lavorative, previdenziali e sindacali di tutti i lavoratori dell'area sicurezza-difesa.
Ai lavori trevigiani prenderanno parte figure di rilievo politico e delle istituzioni locali, tra cui il consigliere regionale e capogruppo di Fratelli d'Italia in Veneto, Claudio Borgia. L'incontro, aperto gratuitamente alla cittadinanza, agli operatori in divisa e agli organi di informazione, si concluderà con un punto stampa dedicato e un aperitivo conviviale. Il successo del modello territoriale aperto in Veneto costituirà il trampolino di lancio per il prosieguo della campagna nazionale: le sigle del Patto hanno infatti già fissato la quarta tappa ufficiale in Puglia per i primi giorni di dicembre, proseguendo la mobilitazione per far sentire la voce della base alle istituzioni centrali e spingere la piattaforma di riforma nei tavoli governativi.


