CIrcolare Tfs

Con la pubblicazione della circolare n. 30 del 30 marzo 2026, l’INPS ha fatto ordine su termini e modalità di liquidazione del TFS/TFR per i dipendenti pubblici, recependo le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Un intervento atteso, che però – accanto a qualche apertura sui tempi – lascia insolute alcune criticità operative e fiscali.

Tempi di pagamento: cosa cambia (e cosa no)

Il documento ribadisce che la riduzione del termine di pagamento da 12 a 9 mesi, per la prima rata, vale solo per chi accede alla pensione per limiti di età ovvero collocamento d’ufficio, e maturerà i requisiti a partire dal 2027. Per tutti gli altri casi – dimissioni volontarie o pensionamento anticipato – restano i tempi più lunghi già previsti. 

Rateizzazione del TFS

Resta inoltre confermato il meccanismo di rateizzazione:
pagamento in unica soluzione fino a 50.000 euro;
due o più rate annuali per importi superiori, con distanza di 12 mesi tra una rata e l’altra.
Per quanto riguarda specificatamente il personale militare, è chiarito che l’anticipo sulla prima rata, oltre ai limiti di età, si applica anche a coloro che accedono alla pensione con il cosiddetto “Scivolo”. 

Maggiorazione IRPEF prima rata

Come già detto nel nostro precedente articolo  bisogna fare attenzione alla maggiore IRPEF sulla prima rata. Infatti, se il TFS viene liquidato prima dei 12 mesi (ad esempio in presenza di condizioni particolari o anticipazioni), si può determinare un effetto fiscale sfavorevole sulla prima rata, in conseguenza della mancata applicazione della riduzione dell1.5% sull’aliquota IRPEF prevista dall’art. 24 del Decreto-legge 4/2019.
Alla luce di quanto chiarito dalla circolare, il tema non è più solo “quando si riceve il TFS”, ma come e quando conviene, fiscalmente, riceverlo.

In sintesi

La circolare INPS n. 30/2026 rappresenta un passo avanti sul piano della chiarezza normativa, ma non risolve del tutto le criticità strutturali:
tempi ancora lunghi per incassare il TFS;
differenze marcate tra tipologie di cessazione;
effetti fiscali che restano poco intuitivi per i lavoratori.

In definitiva, se sul fronte dei tempi si intravede un timido miglioramento, sul piano fiscale resta fondamentale la consapevolezza: la prima rata del TFS, soprattutto se anticipata, può tradursi in una sorpresa poco gradita sul versante IRPEF.

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