Negli ultimi anni, il panorama retributivo del personale dell’Aeronautica Militare ha subito trasformazioni profonde. Il CFI, nato per attività di addestramento ed esercitazione, ad oggi viene invece usato in luogo dello straordinario per il ristoro di attività operativa.
Il progressivo impoverimento dei militari fino al grado di Capitano compreso, causa rinnovi contrattuali al ribasso (vedasi contratto 2022-25) con una perdita di potere d’acquisto che supera il 25% negli ultimi 20 anni, ha trasformato il CFI in una risorsa indispensabile per la sopravvivenza economica familiare, al prezzo di scegliere tra crescere i figli o essere in grado di dargli da mangiare. Va evidenziato, inoltre, che il CFI non è distribuito equamente a tutto il personale, creando ulteriore malcontento e minando alla base lo spirito di corpo.

Per USAMi Aeronautica questa situazione è ormai insostenibile. Le soluzioni esistono già e sono ampiamente previste dal quadro normativo: occorre applicarle con determinazione, restituendo dignità economica e migliori condizioni di vita al personale.

CFI, FESI e specificità di ogni Forza Armata

Non si può parlare di CFI senza affrontare il tema del FESI (Fondo Efficienza Servizi Istituzionali), qui potete visionare l’intervento del Presidente del CDN Luciano LUPIDI alla Funzione Pubblica

Il nostro progetto sindacale è di:

  • eliminare o rimodulare il CFI per destinare, come previsto,  le  risorse economiche così recuperate all’alimentazione del FESI, con l’obiettivo di trasformare il FESI in una vera e propria “quattordicesima mensilità”;

  • negoziare il FESI per ciascuna Forza Armata, riconoscendo e valorizzando le peculiarità operative, organizzative e professionali proprie di Esercito, Marina e Aeronautica, aprendo quindi anche alla prevista negoziazione di secondo livello, e interrompendo la consuetudine di un FESI deciso dagli Stati Maggiori, come avvenuto anche nell’ultimo anno, che ha escluso di fatto i Sindacati Militari dalla negoziazione.  

I processi decisionali devono necessariamente essere integrati dalla visione sindacale, unici soggetti titolati a rappresentare le esigenze del personale. E’ un fatto oggettivo che  il metodo lavorativo finora adottato, in cui le decisioni sono state prese dall’alta Dirigenza, ha prodotto il risultato di un impoverimento insostenibile, che ha colpito solamente i militari fino al grado di Capitano.

Tutto il personale dell’Arma Azzurra, invece, non solo la Dirigenza, merita un sistema che valorizzi la professionalità, garantendo equità e la necessaria serenità economica e familiare che è alla base di ogni eccellenza operativa, e non ultimo per importanza, in questo caso specifico, a costo zero per la finanza pubblica.

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