La realtà che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle è sotto gli occhi di tutti. Eppure, c’è chi continua a raccontare una narrazione tutta sua.
Le cifre diffuse a livello nazionale degli aumenti stipendiali, dai vari organi di stampa, non trovano alcun riscontro con la realtà oggettiva, la notizia dei 200 euro dati ai contrattualizzati delle Forze Armate distorce la realtà.
La verità è una sola: non ci stanno dando un aumento, ci stanno chiedendo di de-finanziare ulteriormente le nostre vite e di cedere sullo stipendio per avere ciò che e’ un obbligo giuridico costituzionale e comunitario offerto, invece, come semplice promessa di far partire un tavolo per “discutere” la previdenza complementare e quella dedicata, senza però mettere un solo euro su quel tavolo, una promessa nel passato già fatta e finora disattesa.
Continua l’ambiguità dei sindacati pronti a firmare con un gioco a ribasso prodotto dai soliti ricatti
Ecco cosa offre il Governo: accettate questi quattro soldi, state tranquilli perché nei prossimi mesi vi concediamo di parlare di riforma della legge sui sindacati, di previdenza e forse di specificità! Non sono materie negoziali riportate nel decreto legislativo numero 195 del 1995, è chiaro che portare al tavolo contrattuale questi argomenti significa usarli come strumenti di pressione finalizzata a ottenere una firma di condizioni inaccettabili.
Eppure, basterebbe un NO UNANIME di tutti i sindacati, per porre fine a questa vicenda e per creare necessaria attenzione politica e avere una discussione seria sulle risorse e riforme normative
Nessuna offerta concreta, revisione della legge sui sindacati, previdenza e riconoscimento della specificità, sono atti normativi dovuti. Ci risiamo con l’ennesimo strumento di ricatto finalizzato a usare i soldi degli stipendi come strumento negoziale, che sfrutta lo stato di bisogno del personale e delle organizzazioni sindacali per fare approvare condizioni contrattuali inaccettabili.
La base dice NO; i sindacati militari cosa faranno?
Il verdetto della rete è inesorabile. Su ogni piattaforma social, la base sta esprimendo un NO schiacciante e compatto verso la firma di un contratto che disattende le legittime aspettative del personale contrattualizzato. I gestori dei vari profili social stanno facendo lo straordinario a cancellare i commenti non in linea con la loro politica sindacale. Questo doveva essere il contratto del “recupero inflazionistico”, una delle tante promesse della compagine governativa fatte all’alba della firma del contratto scorso, nel quale se fosse stata rispettata la normativa vigente, avremmo dovuto avere un aumento pari all’inflazione, ovvero del 17% e non del 5%.
Di fronte a questo richiamo al rispetto della dignità, assistiamo allo spettacolo indecoroso di alcuni sindacati militari che nel giro di pochi giorni sono passati dall’essere favorevoli, per poi emanare un comunicato stampa nel quale esprimevano il loro fermo no, per poi ribaltare la decisione senza che nulla fosse cambiato per il personale.
Firmare questo contratto, a queste condizioni, ipoteca il futuro dei militari contrattualizzati
Questo è il rischio. Mettendo, permanentemente, in asfissia economica il comparto dei contrattualizzati, il giogo di pochi soldi ma subito diventerà uno strumento che il governo di turno potrà usare per imporre contratti al ribasso. La politica, invece, deve necessariamente capire che se vuole le Forze Armate, il personale tutto, merita dignità. L’alternativa, tra esodo di massa e perdita di attrattiva per le nuove generazioni, è di un futuro in cui non avremo affatto le Forze Armate italiane.
Il potere del dissenso è nelle tue mani
È il momento di spezzare questo circolo vizioso. È il momento di dire Basta.
Se il tuo sindacato decide di svendere i tuoi sacrifici e i diritti della tua famiglia, non restare a guardare. Compi un’azione immediata e concreta: togligli il tuo consenso, togligli la delega, togligli la tua forza.
Un sindacato che scende sotto il 4% della forza effettiva, perde il diritto a sedersi al tavolo negoziale
Non ti stiamo chiedendo di dare revoca dal tuo sindacato per iscriverti ad USAMi Aeronautica, ti stiamo chiedendo di tutelare i tuoi diritti e la dignità della tua famiglia. Solo quando i vertici di queste sigle vedranno le iscrizioni crollare per le loro scelte, saranno costretti a farsi da parte. Solo così potremo dare voce e spazio a quella compagine virtuosa che esiste in ogni associazione, ma che finora è stata imbavagliata.
Cosa puoi fare per la tua dignità
- Rifiuta il ricatto del ribasso;
- Revoca la fiducia a chi non tutela i tuoi legittimi interessi;
- Partecipa alla manifestazione del prossimo 18 luglio.
ISCRIVITI SUBITO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 18 LUGLIO A ROMA. Fai vedere a tutti il vero volto, l’orgoglio e la determinazione d’acciaio di chi porta le stellette. Sii protagonista del cambiamento, non un semplice spettatore. Ci vediamo a Roma!
IL VIAGGIO È GRATUITO devi solo scegliere il pullman da prendere dove sei più comodo, unisciti ai MILITARI E CITTADINI CHE HANNO GIÀ ADERITO, clicca qui e compila il modulo di adesione dai un segnale forte a chi non vuole ascoltarti.

