I primi segnali di apertura sulle pesanti criticità che gravano sui Volontari in Ferma Iniziale (VFI) impiegati nei servizi di guardia all’aeroporto militare di Decimomannu sono finalmente arrivati. USAMi Aeronautica accoglie questo sblocco con la soddisfazione di chi sa di aver fatto il proprio dovere, dall’inizio alla fine, con serietà e carte alla mano.
Le condizioni di impiego dei nostri ragazzi richiedevano un intervento correttivo immediato per tutelare la dignità e la sicurezza del personale. Su come si sia arrivati a questo primo risultato, però, è opportuno ristabilire una rigorosa verità storica e documentale, a beneficio di chi crede ancora che la tutela sindacale si faccia con i comunicati stampa tardivi.
Un solo atto formale, una sola firma
Dalle verifiche interne e dal confronto con l’Amministrazione emerge un dato oggettivo, scolpito nei protocolli: l’unico formale e tempestivo atto di richiesta di intervento indirizzato al Comando Areale competente porta la firma esclusiva di USAMi Aeronautica. Siamo stati noi a mappare le criticità, a metterci la faccia e ad attivare formalmente la macchina dei controlli quando regnava il silenzio.
È certamente un fenomeno positivo per il personale quando i problemi, una volta sollevati da noi, diventano improvvisamente di pubblico interesse anche per altre sigle, del resto, la storia del sindacalismo militare, finora scritta, è chiara: USAMi Aeronautica si è sempre assunta la responsabilità di aprire piste impervie ed inesplorate, per poi essere puntualmente seguita da tutti.
Continueremo a monitorare la situazione del GPF di Decimomannu, come degli altri Reparti della Forza Armata. L’Aeronautica Militare, se vuole avere un futuro, deve tornare ad essere attrattiva per i giovani.
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