IN SINTESI
I principali problemi e le richieste evidenziati da USAMi Aeronautica sul disegno di legge di bilancio 2027.
Nessuno stanziamento specifico per l'avvio della previdenza complementare dei militari, nonostante il tavolo governativo. USAMi chiede risorse certe.
Contestate le limitazioni alla perequazione delle pensioni. Le misure sul TFS non risolvono sostanzialmente ritardi e rateizzazione.
Previsti circa 206 milioni annui per il 2027 e 2028 e 171 milioni dal 2029. Restano incerti destinatari e criteri di distribuzione.
Nessun incremento specifico corrispondente del FESI o analogo stanziamento per gli straordinari di Esercito, Marina e Aeronautica.
USAMi critica l'intervento sulle retribuzioni dirigenziali e richiama la scelta di non sottoscrivere il contratto 2025-2027, giudicato insufficiente.
Previdenza complementare, tutela delle pensioni, TFS tempestivo, incremento FESI e riconoscimento economico delle attività operative durante l'esame parlamentare.
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USAMI AERONAUTICA: «Risorse per la Difesa e le attività operative, ma nessuna risposta concreta sulla previdenza complementare, pensioni penalizzate, TFS ancora rinviato e nessun incremento specifico del FESI».
Il disegno di legge di bilancio 2027 rappresenta una profonda delusione per il personale delle Forze Armate. Dopo anni di sacrifici, perdita del potere d'acquisto e rinnovi contrattuali insufficienti, ci saremmo aspettati interventi concreti a tutela delle donne e degli uomini in uniforme. Invece, ancora una volta, si finanziano le esigenze della Difesa, ma si dimenticano i diritti economici e previdenziali di chi la Difesa la garantisce ogni giorno.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE: ANCORA NESSUNA RISORSA. Nonostante l'apertura del tavolo governativo, nella manovra non si individuano stanziamenti specifici per l'avvio della previdenza complementare dei militari. Una mancanza gravissima, soprattutto per le giovani generazioni, destinate a pensioni sempre meno adeguate. I tavoli di confronto non bastano: servono risorse certe.
PENSIONI E TFS: CONTINUANO LE PENALIZZAZIONI. L'articolo 55 limita progressivamente la perequazione ISTAT delle pensioni superiori a quattro volte il minimo INPS, riducendo il recupero dell'inflazione e penalizzando anche molti pensionati militari. Sul TFS, l'articolo 50 introduce soltanto correzioni graduali e differite: il problema dei lunghi tempi di pagamento e della rateizzazione rimane sostanzialmente irrisolto. Il TFS è denaro dei lavoratori, non un prestito gratuito allo Stato.
RISORSE OPERATIVE: DESTINAZIONE INCERTA E IMPORTI INSUFFICIENTI. L'articolo 92 prevede circa 206 milioni annui per il 2027 e il 2028, e 171 milioni dal 2029, per la valorizzazione dei servizi operativi della Difesa. Ma non è chiaro quali categorie ne beneficeranno e con quali criteri. Risorse comunque insufficienti rispetto alle esigenze del personale.
FESI E STRAORDINARI: LE FORZE ARMATE ANCORA INDIETRO. La manovra incrementa i fondi per l'efficienza dei servizi istituzionali delle Forze di polizia e destina 50 milioni al pagamento degli straordinari arretrati. Misure positive, ma nessun corrispondente incremento specifico del FESI o analogo stanziamento per gli straordinari di Esercito, Marina e Aeronautica. Grande attenzione anche al reclutamento degli ausiliari dei Carabinieri, mentre rimangono irrisolti i problemi economici del personale già in servizio.
LEGGI IL COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MILITARI Apri il documento completo
Una disparità inaccettabile tra Forze Armate e Forze di Polizia
I sindacati militari rappresentativi delle Forze Armate esprimono forte disappunto per il disegno di legge di bilancio 2027: alla valorizzazione del personale di polizia sono destinate risorse specifiche; ai militari non sono garantiti analoghi stanziamenti vincolati.
Per le Forze di polizia a ordinamento civile e militare sono previsti circa 90 milioni di euro aggiuntivi per il FESI e 50 milioni per gli straordinari. Per Esercito, Marina e Aeronautica, nessun incremento analogo: zero euro per FESI e straordinari.
Una disparità inaccettabile. La specificità militare esige risorse certe, riconoscimenti economici e garanzie previdenziali, al pari dei sacrifici, della disponibilità e delle responsabilità richiesti.
CONSULTAZIONE NEGATA
È grave che la Presidenza del Consiglio non abbia convocato i sindacati del Comparto Difesa e Sicurezza, compresi quelli militari, prima di deliberare il disegno di legge di bilancio.
L’articolo 8-bis del D.Lgs. 195/1995 prevede espressamente tale consultazione. Nonostante le richieste di numerosi sindacati militari, il confronto non è stato attivato.
LE RICHIESTE DEI SINDACATI MILITARI
Governo e Parlamento devono garantire:
- Previdenza dedicata: almeno 500 milioni di euro annui strutturali, con tempi e modalità certi, per fermare le penalizzazioni del personale in regime misto e degli arruolati dal 1996 al 2005.
- FESI: 150 milioni di euro annui aggiuntivi per Esercito, Marina e Aeronautica, vincolando espressamente le risorse per la valorizzazione dei servizi operativi al trattamento accessorio del personale.
- Rinnovo contrattuale 2028-2030: 100 milioni di euro annui aggiuntivi rispetto alle risorse della legge di bilancio 2025, vincolati all’incremento delle indennità operative.
- Indennità dell’articolo 3 della legge 86/2001: adeguamento al costo della vita e alle condizioni d’impiego, con aggiornamenti strutturali e periodici che ne preservino il valore reale.
- Detassazione: estensione del beneficio sul trattamento accessorio anche a chi già fruisce delle agevolazioni fiscali di comparto; detassazione degli aumenti contrattuali alle condizioni del settore privato, comprese le quote di tredicesima, per i rinnovi già sottoscritti e futuri.
- Congedo parentale: estensione delle maggiorazioni ai figli già nati e della tutela fino ai 14 anni.
BASTA RINVII
La tragedia aerea in Bosnia, costata la vita a due colleghi dell’Esercito e due del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, rende questo quadro ancora più doloroso. Nel rispetto delle famiglie, ricorda al Paese anche il prezzo umano del servizio militare.
Dall’insediamento, il Governo ha promesso attenzione al personale e l’avvio della previdenza dedicata, richiamando sostenibilità finanziaria e vincoli europei. Le nuove flessibilità europee sulle spese militari impongono ora una scelta politica: finanziare gli impegni assunti. Non tollereremo altri rinvii. Senza stanziamenti concreti per la previdenza dedicata e le richieste avanzate, siamo pronti a sospendere la partecipazione ai tavoli del Dipartimento della Funzione Pubblica, nel rispetto delle prerogative di legge.
Il Comparto Difesa e Sicurezza non può essere considerato unito quando si chiedono sacrifici e diviso quando si distribuiscono le risorse.
Non chiediamo privilegi. Pretendiamo equità, rispetto e il mantenimento degli impegni assunti.
LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MILITARI FIRMATARIE
Per informazioni e richieste stampa: le Organizzazioni sindacali militari firmatarie
DIRIGENZA: ANCORA RISORSE PER CHI È GIÀ AI VERTICI. L'articolo 67 interviene sul sistema di calcolo delle retribuzioni dirigenziali, prevedendo un meccanismo che ne incrementa il valore. Mentre si limita la rivalutazione delle pensioni e si continua a negare un adeguato riconoscimento economico al personale, si introducono ancora una volta interventi migliorativi per la dirigenza. Una scelta che suscita forti perplessità sulle priorità della politica e sull'equità nella distribuzione delle risorse pubbliche.
EXTRA DEFICIT PER LA DIFESA: E LA PREVIDENZA DEI MILITARI? L'articolo 91 richiama espressamente la clausola europea che consente maggiori margini di spesa per la Difesa. Si individuano dunque strumenti straordinari per finanziare le esigenze militari, ma non risorse specifiche per la previdenza complementare. Pur nel rispetto dei vincoli europei sulla destinazione di tali fondi, è una contraddizione politica che non possiamo accettare.
I SINDACATI FIRMATARI HANNO SOTTOSCRITTO UNA CAMBIALE IN BIANCO? USAMI aveva denunciato l'insufficienza del contratto 2025-2027, scegliendo di non firmarlo. Altre organizzazioni hanno invece sottoscritto l'accordo confidando in successivi interventi economici e previdenziali. Dove sono oggi quelle risorse? La legge di bilancio, nella sua formulazione attuale, non offre riscontri concreti a quelle aspettative. È la conferma del rischio denunciato da USAMI: firmare un contratto insufficiente senza garanzie, affidando i diritti dei militari a promesse future. Una cambiale in bianco che, per ora, non trova copertura.
ORA LA POLITICA DIMOSTRI RESPONSABILITÀ. Fortunatamente siamo ancora di fronte a un disegno di legge. Auspichiamo che durante l'esame parlamentare prevalga finalmente una presa di coscienza della politica, capace di introdurre ciò che è dovuto e necessario: risorse per la previdenza complementare, tutela delle pensioni dall'inflazione, pagamento tempestivo del TFS, incremento del FESI e riconoscimento economico delle attività operative.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo che la specificità militare non continui a significare soltanto doveri, sacrifici e limitazioni, ma si traduca finalmente in diritti e tutele concrete.
USAMI AERONAUTICA: «Risorse per la Difesa e le attività operative, ma nessuna risposta concreta sulla previdenza complementare, pensioni penalizzate, TFS ancora rinviato e nessun incremento specifico del FESI».
Il disegno di legge di bilancio 2027 rappresenta una profonda delusione per il personale delle Forze Armate. Dopo anni di sacrifici, perdita del potere d'acquisto e rinnovi contrattuali insufficienti, ci saremmo aspettati interventi concreti a tutela delle donne e degli uomini in uniforme. Invece, ancora una volta, si finanziano le esigenze della Difesa, ma si dimenticano i diritti economici e previdenziali di chi la Difesa la garantisce ogni giorno.
PREVIDENZA COMPLEMENTARE: ANCORA NESSUNA RISORSA. Nonostante l'apertura del tavolo governativo, nella manovra non si individuano stanziamenti specifici per l'avvio della previdenza complementare dei militari. Una mancanza gravissima, soprattutto per le giovani generazioni, destinate a pensioni sempre meno adeguate. I tavoli di confronto non bastano: servono risorse certe.
PENSIONI E TFS: CONTINUANO LE PENALIZZAZIONI. L'articolo 55 limita progressivamente la perequazione ISTAT delle pensioni superiori a quattro volte il minimo INPS, riducendo il recupero dell'inflazione e penalizzando anche molti pensionati militari. Sul TFS, l'articolo 50 introduce soltanto correzioni graduali e differite: il problema dei lunghi tempi di pagamento e della rateizzazione rimane sostanzialmente irrisolto. Il TFS è denaro dei lavoratori, non un prestito gratuito allo Stato.
2027 e 2028
Dal 2029
RISORSE OPERATIVE: DESTINAZIONE INCERTA E IMPORTI INSUFFICIENTI. L'articolo 92 prevede circa 206 milioni annui per il 2027 e il 2028, e 171 milioni dal 2029, per la valorizzazione dei servizi operativi della Difesa. Ma non è chiaro quali categorie ne beneficeranno e con quali criteri. Risorse comunque insufficienti rispetto alle esigenze del personale.
FESI E STRAORDINARI: LE FORZE ARMATE ANCORA INDIETRO. La manovra incrementa i fondi per l'efficienza dei servizi istituzionali delle Forze di polizia e destina 50 milioni al pagamento degli straordinari arretrati. Misure positive, ma nessun corrispondente incremento specifico del FESI o analogo stanziamento per gli straordinari di Esercito, Marina e Aeronautica. Grande attenzione anche al reclutamento degli ausiliari dei Carabinieri, mentre rimangono irrisolti i problemi economici del personale già in servizio.
LEGGI IL COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO DELLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MILITARI Apri il documento completo
Una disparità inaccettabile tra Forze Armate e Forze di Polizia
I sindacati militari rappresentativi delle Forze Armate esprimono forte disappunto per il disegno di legge di bilancio 2027: alla valorizzazione del personale di polizia sono destinate risorse specifiche; ai militari non sono garantiti analoghi stanziamenti vincolati.
Per le Forze di polizia a ordinamento civile e militare sono previsti circa 90 milioni di euro aggiuntivi per il FESI e 50 milioni per gli straordinari. Per Esercito, Marina e Aeronautica, nessun incremento analogo: zero euro per FESI e straordinari.
Una disparità inaccettabile. La specificità militare esige risorse certe, riconoscimenti economici e garanzie previdenziali, al pari dei sacrifici, della disponibilità e delle responsabilità richiesti.
CONSULTAZIONE NEGATA
È grave che la Presidenza del Consiglio non abbia convocato i sindacati del Comparto Difesa e Sicurezza, compresi quelli militari, prima di deliberare il disegno di legge di bilancio.
L’articolo 8-bis del D.Lgs. 195/1995 prevede espressamente tale consultazione. Nonostante le richieste di numerosi sindacati militari, il confronto non è stato attivato.
LE RICHIESTE DEI SINDACATI MILITARI
Governo e Parlamento devono garantire:
- Previdenza dedicata: almeno 500 milioni di euro annui strutturali, con tempi e modalità certi, per fermare le penalizzazioni del personale in regime misto e degli arruolati dal 1996 al 2005.
- FESI: 150 milioni di euro annui aggiuntivi per Esercito, Marina e Aeronautica, vincolando espressamente le risorse per la valorizzazione dei servizi operativi al trattamento accessorio del personale.
- Rinnovo contrattuale 2028-2030: 100 milioni di euro annui aggiuntivi rispetto alle risorse della legge di bilancio 2025, vincolati all’incremento delle indennità operative.
- Indennità dell’articolo 3 della legge 86/2001: adeguamento al costo della vita e alle condizioni d’impiego, con aggiornamenti strutturali e periodici che ne preservino il valore reale.
- Detassazione: estensione del beneficio sul trattamento accessorio anche a chi già fruisce delle agevolazioni fiscali di comparto; detassazione degli aumenti contrattuali alle condizioni del settore privato, comprese le quote di tredicesima, per i rinnovi già sottoscritti e futuri.
- Congedo parentale: estensione delle maggiorazioni ai figli già nati e della tutela fino ai 14 anni.
BASTA RINVII
La tragedia aerea in Bosnia, costata la vita a due colleghi dell’Esercito e due del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana, rende questo quadro ancora più doloroso. Nel rispetto delle famiglie, ricorda al Paese anche il prezzo umano del servizio militare.
Dall’insediamento, il Governo ha promesso attenzione al personale e l’avvio della previdenza dedicata, richiamando sostenibilità finanziaria e vincoli europei. Le nuove flessibilità europee sulle spese militari impongono ora una scelta politica: finanziare gli impegni assunti. Non tollereremo altri rinvii. Senza stanziamenti concreti per la previdenza dedicata e le richieste avanzate, siamo pronti a sospendere la partecipazione ai tavoli del Dipartimento della Funzione Pubblica, nel rispetto delle prerogative di legge.
Il Comparto Difesa e Sicurezza non può essere considerato unito quando si chiedono sacrifici e diviso quando si distribuiscono le risorse.
Non chiediamo privilegi. Pretendiamo equità, rispetto e il mantenimento degli impegni assunti.
LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MILITARI FIRMATARIE
Per informazioni e richieste stampa: le Organizzazioni sindacali militari firmatarie
DIRIGENZA: ANCORA RISORSE PER CHI È GIÀ AI VERTICI. L'articolo 67 interviene sul sistema di calcolo delle retribuzioni dirigenziali, prevedendo un meccanismo che ne incrementa il valore. Mentre si limita la rivalutazione delle pensioni e si continua a negare un adeguato riconoscimento economico al personale, si introducono ancora una volta interventi migliorativi per la dirigenza. Una scelta che suscita forti perplessità sulle priorità della politica e sull'equità nella distribuzione delle risorse pubbliche.
EXTRA DEFICIT PER LA DIFESA: E LA PREVIDENZA DEI MILITARI? L'articolo 91 richiama espressamente la clausola europea che consente maggiori margini di spesa per la Difesa. Si individuano dunque strumenti straordinari per finanziare le esigenze militari, ma non risorse specifiche per la previdenza complementare. Pur nel rispetto dei vincoli europei sulla destinazione di tali fondi, è una contraddizione politica che non possiamo accettare.
I SINDACATI FIRMATARI HANNO SOTTOSCRITTO UNA CAMBIALE IN BIANCO? USAMI aveva denunciato l'insufficienza del contratto 2025-2027, scegliendo di non firmarlo. Altre organizzazioni hanno invece sottoscritto l'accordo confidando in successivi interventi economici e previdenziali. Dove sono oggi quelle risorse? La legge di bilancio, nella sua formulazione attuale, non offre riscontri concreti a quelle aspettative. È la conferma del rischio denunciato da USAMI: firmare un contratto insufficiente senza garanzie, affidando i diritti dei militari a promesse future. Una cambiale in bianco che, per ora, non trova copertura.
ORA LA POLITICA DIMOSTRI RESPONSABILITÀ. Fortunatamente siamo ancora di fronte a un disegno di legge. Auspichiamo che durante l'esame parlamentare prevalga finalmente una presa di coscienza della politica, capace di introdurre ciò che è dovuto e necessario: risorse per la previdenza complementare, tutela delle pensioni dall'inflazione, pagamento tempestivo del TFS, incremento del FESI e riconoscimento economico delle attività operative.
Non chiediamo privilegi. Chiediamo che la specificità militare non continui a significare soltanto doveri, sacrifici e limitazioni, ma si traduca finalmente in diritti e tutele concrete.
Risorse per la Difesa, ma anche diritti e tutele concrete per il personale.
Previdenza complementare, pensioni, TFS, FESI e riconoscimento delle attività operative: sostieni l'impegno di USAMi Aeronautica per le esigenze economiche e previdenziali del personale militare.
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