Emergenza Carburanti
IN SINTESI
La crisi dei carburanti, con segnalazioni particolarmente allarmanti dalla Puglia e dalla Campania, ha evidenziato problemi che vanno oltre la mancanza di rifornimenti. USAMi Aeronautica ha indirizzato un documento d'urgenza ai vertici della Difesa denunciando la perdita del potere d'acquisto, i costi della mobilità e le difficoltà economiche del personale, avanzando richieste di interventi strutturali.
Le criticità denunciate
Impossibilità di raggiungere il servizio Segnalati casi di militari impossibilitati a raggiungere il reparto perché non sono riusciti a rifornire i propri veicoli.
Stipendi erosi e famiglie in difficoltà USAMi denuncia aumenti contrattuali irrisori rispetto all'inflazione e al carovita, con bilanci familiari compromessi.
Costi della mobilità e vincoli di impiego Trasferimenti d'ufficio, sedi lontane e collegamenti pubblici insufficienti aggravano le spese quotidiane del personale.
Obblighi senza risposte economiche Il sindacato contesta il richiamo alla specificità militare per imporre sacrifici senza adeguate misure di sostegno contro l'impoverimento del personale.
Cosa chiede USAMi Aeronautica
Lavoro agile e flessibilità Introduzione organica dello smart working per il personale le cui mansioni possono essere svolte da remoto, senza limitarlo alla sola emergenza dei distributori.
Navette dedicate ai militari Istituzione e finanziamento diretto di servizi di trasporto collettivo lungo le principali direttrici del pendolarismo militare.
Convenzioni per i trasporti Accordi economicamente vantaggiosi o totalmente gratuiti con aziende di trasporto pubblico locale e operatori ferroviari.
Utilizzo dei collegamenti disponibili Valorizzazione dei mezzi e dei collegamenti già nella disponibilità dell'Amministrazione, con attenzione al personale che deve necessariamente prestare servizio in presenza.
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L'emergenza carburanti porta a galla stipendi erosi e spese di mobilità insostenibili per il personale.

La grave e improvvisa crisi nell'approvvigionamento dei carburanti che sta paralizzando intere aree del Paese - con segnalazioni particolarmente allarmanti giunte dalla Puglia e dalla Campania - sta mettendo a nudo una realtà drammatica e spesso sottovalutata: le condizioni economiche di molti uomini e donne dell’Aeronautica Militare e delle Forze Armate sono al limite della sostenibilità. Negli ultimi giorni si sono registrati casi limite di personale militare che, impossibilitato a fare rifornimento ai propri veicoli a causa dei distributori a secco, si è trovato nella concreta impossibilità materiale di raggiungere la propria sede di servizio. Ma l'impossibilità fisica di recarsi al lavoro è solo la punta di un iceberg economico ben più profondo.

Il nodo centrale: retribuzioni penalizzate e aumenti contrattuali irrisori

Come sottolineato con forza dalla segreteria generale di USAMi Aeronautica nel documento d'urgenza indirizzato al Ministro della Difesa On. Guido Crosetto, al Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Luciano Portolano e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Gen. Antonio Conserva, la cronica mancanza di carburante e le difficoltà nei rifornimenti rappresentano soltanto la spia e la manifestazione più acuta di una problematica di natura strutturale. L'allarme lanciato dal sindacato ai massimi vertici politici e militari mette nero su bianco come il carovita e i costi proibitivi della mobilità gravino da tempo e pesantemente sulle tasche dei militari e delle loro famiglie. Nel testo formale trasmesso ai vertici della Difesa, viene evidenziato con chiarezza che il blocco dei distributori e l'impossibilità per alcuni operatori di raggiungere i reparti non esauriscono il quadro della crisi. Anche quando la distribuzione tornerà alla normalità, infatti, rimarrà irrisolto il problema di fondo legato ai costi della vita, che incide in misura drammatica su retribuzioni già pesantemente penalizzate dalla progressiva perdita del potere d'acquisto.

Gli incrementi stipendiali riconosciuti negli ultimi rinnovi contrattuali si stanno rivelando del tutto irrisori e inadeguati di fronte a un'escalation inflattiva implacabile, che vede schizzare alle stelle il costo dell'energia, delle utenze domestiche e di tutti i beni di prima necessità. Per moltissimi militari, in particolare per coloro che prestano servizio a notevole distanza dalla propria abitazione e dai propri affetti familiari, il bilancio domestico è ormai letteralmente compromesso. A questo scenario si sommano i pesanti disagi legati ai trasferimenti d'ufficio, ai rigidi vincoli d'impiego e alle assegnazioni d'autorità presso sedi disagiate o del tutto sprovviste di collegamenti efficienti con i mezzi pubblici.

Fattori che trasformano i costi della mobilità quotidiana in una vera e propria emorragia finanziaria, erodendo quel poco che resta di stipendi già al palo. Diventa così inaccettabile constatare come la specificità della condizione militare venga continuamente sventolata dai vertici e dalla politica unicamente per imporre obblighi, limitazioni e pesanti sacrifici operativi, senza che a ciò faccia riscontro alcuna risposta concreta o misura di sostegno da parte delle Istituzioni di fronte al progressivo impoverimento economico e sociale di chi indossa l'uniforme.

Le proposte sindacali: lavoro agile e mobilità sostenibile

Per arginare in modo risolutivo questa profonda crisi economica e logistica, USAMi Aeronautica rivendica con forza la necessità di interventi strutturali e di respiro duraturo, rifiutando la logica delle mere misure tampone o dei provvedimenti occasionali legati esclusivamente all'emergenza del momento. In primo luogo, la nostra O.S. richiede l'introduzione organica del lavoro agile (smart working) e di modalità flessibili di prestazione lavorativa destinate a tutto il personale impiegato presso gli enti centrali, territoriali e amministrativi le cui mansioni operative e gestionali possono essere svolte da remoto. Si tratta di riprendere e stabilizzare un modello organizzativo già sperimentato con successo durante l'emergenza pandemica da COVID-19, richiamando l'efficacia delle disposizioni allora previste dalla normativa straordinaria.

Questa misura non deve esaurirsi con la fine della crisi dei distributori, ma dovrà rimanere strutturalmente in vigore fino a quando non si registrerà una discesa effettiva e duratura dei prezzi dei carburanti e del carovita, tale da restituire sostenibilità economica agli spostamenti quotidiani rispetto ai livelli retributivi del personale. In secondo luogo, poiché il lavoro agile risulta giustamente inapplicabile per quella vasta fetta di personale operativo, tecnico, manutentore, aeroportuale, addetto alla sicurezza e ai servizi essenziali la cui presenza fisica in reparto è imprescindibile per la continuità dello strumento militare, USAMi chiede che l'Amministrazione della Difesa si assuma la responsabilità diretta della mobilità di questi operatori.

A tal fine, vengono avanzate proposte concrete e dettagliate: l'istituzione e il finanziamento diretto di servizi di navetta e trasporto collettivo dedicati, strutturati lungo le principali direttrici del pendolarismo militare e collegati strategicamente con stazioni ferroviarie, autostazioni, aeroporti e sedi di servizio; la stipula di convenzioni economicamente vantaggiose o totalmente gratuite con le aziende di trasporto pubblico locale e gli operatori ferroviari; e infine la valorizzazione logistica dei mezzi e dei collegamenti già nella disponibilità dell'Amministrazione. L'obiettivo inderogabile è impedire che l'impossibilità di accedere al lavoro da remoto si trasformi in una punizione economica supplementare per chi garantisce quotidianamente la funzionalità e l'operatività delle Forze Armate.

Non chiediamo privilegi, ma dignità

Dietro ogni divisa c'è una persona, una famiglia, un lavoratore che ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese con dedizione e silenzio. Ma la dedizione non può giustificare l'indifferenza delle istituzioni di fronte a stipendi erosi, carovita insostenibile e sacrifici economici quotidiani. Non si tratta di chiedere privilegi, bensì soluzioni concrete, tutele reali e il rispetto che gli uomini e le donne dell'Aeronautica Militare meritano.

Emergenza carburanti · Condizioni economiche

L'emergenza carburanti porta a galla stipendi erosi e spese di mobilità insostenibili per il personale.

La grave e improvvisa crisi nell'approvvigionamento dei carburanti che sta paralizzando intere aree del Paese - con segnalazioni particolarmente allarmanti giunte dalla Puglia e dalla Campania - sta mettendo a nudo una realtà drammatica e spesso sottovalutata: le condizioni economiche di molti uomini e donne dell’Aeronautica Militare e delle Forze Armate sono al limite della sostenibilità. Negli ultimi giorni si sono registrati casi limite di personale militare che, impossibilitato a fare rifornimento ai propri veicoli a causa dei distributori a secco, si è trovato nella concreta impossibilità materiale di raggiungere la propria sede di servizio. Ma l'impossibilità fisica di recarsi al lavoro è solo la punta di un iceberg economico ben più profondo.

01 / LA CRITICITÀ ECONOMICA

Il nodo centrale: retribuzioni penalizzate e aumenti contrattuali irrisori

Come sottolineato con forza dalla segreteria generale di USAMi Aeronautica nel documento d'urgenza indirizzato al Ministro della Difesa On. Guido Crosetto, al Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen. Luciano Portolano e al Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Gen. Antonio Conserva, la cronica mancanza di carburante e le difficoltà nei rifornimenti rappresentano soltanto la spia e la manifestazione più acuta di una problematica di natura strutturale. L'allarme lanciato dal sindacato ai massimi vertici politici e militari mette nero su bianco come il carovita e i costi proibitivi della mobilità gravino da tempo e pesantemente sulle tasche dei militari e delle loro famiglie. Nel testo formale trasmesso ai vertici della Difesa, viene evidenziato con chiarezza che il blocco dei distributori e l'impossibilità per alcuni operatori di raggiungere i reparti non esauriscono il quadro della crisi. Anche quando la distribuzione tornerà alla normalità, infatti, rimarrà irrisolto il problema di fondo legato ai costi della vita, che incide in misura drammatica su retribuzioni già pesantemente penalizzate dalla progressiva perdita del potere d'acquisto.

Gli incrementi stipendiali riconosciuti negli ultimi rinnovi contrattuali si stanno rivelando del tutto irrisori e inadeguati di fronte a un'escalation inflattiva implacabile, che vede schizzare alle stelle il costo dell'energia, delle utenze domestiche e di tutti i beni di prima necessità. Per moltissimi militari, in particolare per coloro che prestano servizio a notevole distanza dalla propria abitazione e dai propri affetti familiari, il bilancio domestico è ormai letteralmente compromesso. A questo scenario si sommano i pesanti disagi legati ai trasferimenti d'ufficio, ai rigidi vincoli d'impiego e alle assegnazioni d'autorità presso sedi disagiate o del tutto sprovviste di collegamenti efficienti con i mezzi pubblici.

Fattori che trasformano i costi della mobilità quotidiana in una vera e propria emorragia finanziaria, erodendo quel poco che resta di stipendi già al palo. Diventa così inaccettabile constatare come la specificità della condizione militare venga continuamente sventolata dai vertici e dalla politica unicamente per imporre obblighi, limitazioni e pesanti sacrifici operativi, senza che a ciò faccia riscontro alcuna risposta concreta o misura di sostegno da parte delle Istituzioni di fronte al progressivo impoverimento economico e sociale di chi indossa l'uniforme.

02 / LE RICHIESTE DI USAMI

Le proposte sindacali: lavoro agile e mobilità sostenibile

Per arginare in modo risolutivo questa profonda crisi economica e logistica, USAMi Aeronautica rivendica con forza la necessità di interventi strutturali e di respiro duraturo, rifiutando la logica delle mere misure tampone o dei provvedimenti occasionali legati esclusivamente all'emergenza del momento. In primo luogo, la nostra O.S. richiede l'introduzione organica del lavoro agile (smart working) e di modalità flessibili di prestazione lavorativa destinate a tutto il personale impiegato presso gli enti centrali, territoriali e amministrativi le cui mansioni operative e gestionali possono essere svolte da remoto. Si tratta di riprendere e stabilizzare un modello organizzativo già sperimentato con successo durante l'emergenza pandemica da COVID-19, richiamando l'efficacia delle disposizioni allora previste dalla normativa straordinaria.

Questa misura non deve esaurirsi con la fine della crisi dei distributori, ma dovrà rimanere strutturalmente in vigore fino a quando non si registrerà una discesa effettiva e duratura dei prezzi dei carburanti e del carovita, tale da restituire sostenibilità economica agli spostamenti quotidiani rispetto ai livelli retributivi del personale. In secondo luogo, poiché il lavoro agile risulta giustamente inapplicabile per quella vasta fetta di personale operativo, tecnico, manutentore, aeroportuale, addetto alla sicurezza e ai servizi essenziali la cui presenza fisica in reparto è imprescindibile per la continuità dello strumento militare, USAMi chiede che l'Amministrazione della Difesa si assuma la responsabilità diretta della mobilità di questi operatori.

A tal fine, vengono avanzate proposte concrete e dettagliate: l'istituzione e il finanziamento diretto di servizi di navetta e trasporto collettivo dedicati, strutturati lungo le principali direttrici del pendolarismo militare e collegati strategicamente con stazioni ferroviarie, autostazioni, aeroporti e sedi di servizio; la stipula di convenzioni economicamente vantaggiose o totalmente gratuite con le aziende di trasporto pubblico locale e gli operatori ferroviari; e infine la valorizzazione logistica dei mezzi e dei collegamenti già nella disponibilità dell'Amministrazione. L'obiettivo inderogabile è impedire che l'impossibilità di accedere al lavoro da remoto si trasformi in una punizione economica supplementare per chi garantisce quotidianamente la funzionalità e l'operatività delle Forze Armate.

03 / LA DIGNITÀ DEL PERSONALE

Non chiediamo privilegi, ma dignità

Dietro ogni divisa c'è una persona, una famiglia, un lavoratore che ogni giorno garantisce la sicurezza del Paese con dedizione e silenzio. Ma la dedizione non può giustificare l'indifferenza delle istituzioni di fronte a stipendi erosi, carovita insostenibile e sacrifici economici quotidiani. Non si tratta di chiedere privilegi, bensì soluzioni concrete, tutele reali e il rispetto che gli uomini e le donne dell'Aeronautica Militare meritano.

Difendere chi serve il Paese significa difendere anche il suo stipendio e la sua famiglia.

Dal carovita ai costi per raggiungere il servizio: sostieni le richieste concrete di USAMi Aeronautica per condizioni economiche e lavorative più sostenibili.

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