Una manciata di poche ore dopo l’annuncio storico della mobilitazione nazionale, arriva la prima reazione dell’Esecutivo. Successivamente alla comunicazione ufficiale diffusa ieri mattina da USAMi Aeronautica, SiNaFi Guardia di Finanza, NSC Carabinieri, ITAMIL Esercito e SILMM Marina di portare i militari in piazza il prossimo 18 luglio, il Governo ha immediatamente risposto convocando i sindacati per il prossimo 25 giugno.

Il commento delle sigle: “Annunciamo la piazza e il Governo risponde. Segno evidente che l’unità e la fermezza dei lavoratori in divisa hanno il loro peso.”

Queste condizioni sono inaccettabili

La proposta economica avanzata dalla Funzione Pubblica – una vera e propria “mancia” che non copre nemmeno l’inflazione reale degli ultimi sei mesi – è stata nettamente rispedita al mittente.  I sindacati militari Uniti nel patto sicurezza e difesa hanno rifiutato la proposta a perdere, caratterizzata da due enormi criticità:

1. Potere d’acquisto polverizzato: persi quasi 7.000€ all’anno

I dati macroeconomici non mentono. Dal 2021 ad oggi, calcolando l’inflazione certificata dagli stessi enti governativi, un grado apicale dei Sottufficiali ha perso quasi 7.000 euro all’anno di potere d’acquisto.

  • Di fronte a questa voragine, l’offerta è semplicemente offensiva dell’intera categoria di contrattualizzati.

  • Chi, strumentalmente, si appella a un presunto “spirito di responsabilità” per spingere a tutti i costi a firmare questa miseria dovrebbe cambiare mestiere e smettere di fare il sindacalista. La responsabilità di un sindacato è tutelare il personale, non il Governo.

2. Un contratto firmato al buio e in perdita fino al 2027

Accettare oggi condizioni contrattuali già ampiamente insufficienti, ipotecando un periodo che va dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027, significa condannare l’intera categoria delle Forze Armate, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza a un impoverimento certo e irrecuperabile. Ci chiediamo le ragioni dei pochi sindacati che spingono per la firma immediata di un accordo economico che non tiene in considerazione cosa accadrà fino alla fine del 2027, giacché non é nota l’inflazione reale e l’effettiva perdita economica del personale, chiaramente percepibile come superiore a quella offerta per il contratto.

Il 18 luglio sarà la più grande manifestazione militare degli ultimi 30 anni

La base è stanca ed è pronta a farsi sentire. Subito dopo l’annuncio della manifestazione a Roma per il prossimo 18 luglio, i canali sindacali sono stati sommersi di richieste da parte di migliaia di colleghi decisi a partecipare.

La macchina organizzativa è già a pieno regime: a breve verranno rese note tutte le modalità logistiche per aderire a quella che si preannuncia come la più grande e storica mobilitazione del personale in divisa degli ultimi trent’anni.

Se la politica non ci ascolta al tavolo negoziale, ci ascolterà dal centro di Roma.

Non subire le decisioni dall’alto, diventa protagonista del tuo futuro.

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