In merito al recente post pubblicato dall’ OSD – Osservatorio Suicidi in Divisa, essendo stati interpellati dalla medesima Associazione riteniamo doveroso chiarire la posizione di USAMi Aeronautica riguardo la notizia della tragica morte del giovane volontario avvenuta a Pisa durante il servizio di guardia.
Comprendiamo la sensibilità del tema e condividiamo la necessità di mantenere alta l’attenzione su fenomeni drammatici come quello dei suicidi tra i militari. Tuttavia, respingiamo con fermezza ogni lettura superficiale o strumentale del nostro operato.
Il fenomeno dei suicidi nelle Forze Armate è allarmante e parlarne è importante, crea conoscenza e cultura, ma non è sufficiente, è solo uno dei due pilastri. L’altro pilastro è affrontare concretamente le cause profonde del disagio, in una Forza Armata caratterizzata da una miriade di problematiche agli occhi di tutti. Solo intercettando gli eventi sentinella, le fonti di stress e le criticità, e mettendo in campo delle vere azioni correttive intese alla salvaguardia del personale coinvolto, potremo ridurre se non azzerare i suicidi nelle Forze Armate.
Solamente nel dicembre 2024, quindi in una finestra temporale di appena 18 mesi, lo stesso ente è stato interessato da un evento acclarato di suicidio, per il quale USAMi all’epoca pubblicò l’articolo “Il silenzio sulla morte”. Qualora la Magistratura accertasse che il recente lutto è un suicidio, la situazione della Brigata di Pisa sarebbe immediatamente da attenzionare dai massimi Vertici sia militari che politici. Comunque sia, USAMi Aeronautica sta già predisponendo tutto il necessario ad affrontare tale ipotesi.
La scelta di non utilizzare, nell’articolo e per ora, il termine “suicidio” nel caso di Pisa non è stata dettata da superficialità, omissione o peggio per “rimozione”, ma da precise e ponderate motivazioni.
La prima motivazione è il rispetto verso la famiglia del giovane Volontario. In momenti così delicati, riteniamo imprescindibile adottare un linguaggio prudente e responsabile, evitando qualsiasi affermazione che possa risultare prematura e comunque lesiva della dignità dei familiari. Guidati da questo valore abbiamo deciso, anche, di posticipare di 24 ore l’uscita del nostro articolo .
La seconda motivazione riguarda il doveroso rispetto delle indagini in corso. Ad oggi, dalle indiscrezioni parrebbe che la morte sia successiva ad una ferita da arma da fuoco, ma finché la Magistratura non termina gli accertamenti necessari per chiarire pienamente la dinamica dei fatti, riteniamo sbagliato parlare di suicidio e preferiamo attendere notizie certe per intraprendere le azioni mirate ad affrontare tale caso.
Nel frattempo, USAMi Aeronautica non è rimasta ferma. Il nostro Comparto Salute e Sicurezza sta acquisendo tutte le informazioni utili per valutare ogni possibile iniziativa, fino ad arrivare, se necessario, a un’interrogazione parlamentare sul tema dei suicidi nelle Forze Armate. Un fenomeno che richiede risposte strutturali, soprattutto alla luce del sopraggiunto suicidio della soldatessa in Puglia.
Sin da subito, inoltre, ci siamo messi a disposizione della famiglia del giovane volontario, offrendo loro il supporto in tutte le fasi processuali e per la costituzione di parte civile. Un impegno concreto, lontano da polemiche e dichiarazioni di facciata.
Rivendichiamo infine, con senso di responsabilità, di essere stati i primi e siamo tra i pochissimi – se non gli unici – a portare in tutte le sedi istituzionali, davanti al Governo, il Consiglio dei Ministri e i Vertici Militari il tema dello sfruttamento dei Volontari e del conseguente malessere che ne deriva. Si aggiunga ancora che non manchiamo nemmeno di avvisare anche i Comandanti del rischio suicidi connesso allo stress relativo alla esagerata quantità di ore di eccedenza lavorativa con particolare riguardo ai servizi di guardia.
I nostri interventi sono peraltro puntualmente documentati in articoli, istanze formali e video istituzionali, tutte reperibili sul sito www.usami-aeronautica.it
USAMi Aeronautica continuerà ad operare, con costante senso di responsabilità, serietà, rispetto e determinazione, nella tutela dei militari e delle loro famiglie, nonché nella ricerca della verità, senza mai venir meno al dovere di nominare i fatti per ciò che sono, nelle sedi e nei tempi opportuni.


