Che senso ha tutta questa fretta improvvisa?
La risposta è evidente se guardiamo i fatti: nel documento che ci hanno trasmesso nulla è cambiato. È esattamente la stessa proposta che la quasi totalità dei sindacati militari ha già rispedito al mittente.
Allora perché convocare un tavolo da un momento all’altro? Perché la data del 18 luglio fa rumore, e le adesioni alla manifestazione di Roma continuano a crescere in modo inarrestabile. Questo è il chiaro segnale di chi tenta un’ultima mossa frettolosa per disinnescare la nostra compattezza prima di vederci scendere in piazza.
Domani ascolteremo cosa la Funzione Pubblica si inventerà pur di strappare una firma. Ma una cosa deve essere chiara a tutti, oggi più che mai: a queste condizioni, chi mette quella firma si assume la responsabilità storica e tangibile di voltare le spalle ai militari contrattualizzati e alle loro famiglie. È il momento di guardarsi negli occhi e scegliere da che parte stare.
Vi terremo aggiornati in tempo reale su ogni sviluppo. Nel frattempo, la risposta più forte continua a viaggiare sulle gambe di ognuno di noi. Tra meno di dieci giorni, per la prima volta nella storia, i militari di Esercito, Marina, Aeronautica, Guardia di Finanza e Carabinieri manifesteranno uniti, fianco a fianco, per le strade di Roma. Dimostreremo visibilmente cosa significa dignità, uniti per rivendicare il presente e il futuro che meritiamo.
Il tuo posto è accanto a noi. Fai sentire la tua voce, partecipa anche tu.


