Si è appena concluso l’incontro convocato in fretta e furia a Palazzo Vidoni. Un appuntamento che ha registrato un dato politico senza precedenti: per la prima volta da quando i sindacati militari hanno sostituito il Cocer, il Ministro Zangrillo è dovuto scendere in campo personalmente.

Che cosa significa questo? Significa che la voce della base sta diventando troppo forte per essere ignorata. Significa che la mobilitazione è necessaria.

Il solito “Déjà-vu”: cambiano le parole, non la sostanza

Sul tavolo negoziale continuano a proporci la stessa vecchia ricetta, solo con un impiattamento diverso. Ci troviamo di fronte a formule fantasiose e promesse ripetute, con un unico, chiaro obiettivo: spingerci a firmare in fretta, e prima dell’estate, ma per il bene di chi?

Ricordiamo bene il passato. Sappiamo esattamente che la fretta del contratto precedente ha prodotto i danni che i militari contrattualizzati stanno ancora pagando sulla propria pelle.

  • Ci chiedono di fidarci? Noi vogliamo fatti non promesse!

  • Ci chiedono di correre? Stiamo ancora pagando le conseguenze dell’ultimo contratto firmato in fretta e furia!

  • Ci raccontano un mondo che non esiste? Noi rispondiamo con la cruda realtà!

La coerenza di pochi, il cedimento di altri

Le 17 sigle sindacali che, recentemente con un dietrofront avevano persino copiato il  format del comunicato stampa del Patto per la Difesa e la Sicurezza, oggi, hanno mostrato le loro incertezze e il gruppone già inizia a perdere pezzi. Di fronte alle medesime condizioni insufficienti, c’è già chi è pronto a firmare subito.

Per dovere di cronaca, il tavolo – ormai un ibrido confuso tra tecnico e politico – ha gettato sul piatto ulteriori promesse, ad esempio oltre alle modifiche alle restrizioni sulle prerogative sindacali,  la revisione dei decreti attuativi della relativa normativa. Materie sacrosante, certo. Ma proposte oggi, in questo modo, assumono il sapore amaro di una moneta di scambio: diritti sindacali barattati in cambio della firma del contratto. Noi non vendiamo il futuro dei colleghi per quello che ci spetta comunque.

Il 18 Luglio scriveremo la storia

La manifestazione del 18 luglio sarà un evento storico. La politica non è abituata a vedere il nostro mondo unito e determinato. Il malcontento dei militari si respira nell’aria, è tangibile, concreto. Non può più essere anestetizzato con promesse che ieri si chiamavano “addendum” e oggi si travestono da “impegni”.

La realtà nuda e cruda è che le risorse per chi serve il Paese e i suoi cittadini  non ci sono mai.

USAMi Aeronautica, insieme a SiNaFi (Guardia di Finanza), Itamil (Esercito), NSC (Carabinieri) e SILMM (Marina) vanno avanti. Insieme, uniti, interpretiamo la vera voce di chi indossa una divisa.

Il 18 luglio unisciti a noi. Guarda il futuro che possiamo costruire, ascolta la tua dignità, scendi in piazza.

ISCRIVITI SUBITO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 18 LUGLIO A ROMA. Fai vedere a tutti il vero volto, l’orgoglio e la determinazione d’acciaio di chi porta le stellette. Sii protagonista del cambiamento, non un semplice spettatore. Ci vediamo a Roma!

IL VIAGGIO È GRATUITO devi solo scegliere il pullman da prendere dove sei più comodo, oltre mille MILITARI E CITTADINI HANNO GIÀ ADERITO, clicca qui e compila il modulo di adesione dai un segnale forte a chi non vuole ascoltarti