Tra propaganda e bandierine
IN SINTESI
USAMi Aeronautica rivendica di aver ottenuto, attraverso il confronto con il Comando delle Scuole e la Scuola Marescialli di Viterbo, la possibilità per i frequentatori del 25° Corso Marescialli di seguire la formazione online da un Ente dell'Aeronautica Militare vicino alla propria residenza.
La criticità

Disagi e costi per il personale

L'obbligo di presenza in reparto comporta disagi logistici, lunghi trasferimenti e costi di carburante che pesano sui frequentatori e sulle loro famiglie.

Il limite evidenziato

Smart working da casa

Secondo l'articolo, manca una cornice normativa che consenta lo smart working o lo studio da domicilio per il personale militare. La formazione richiede il rispetto delle regole di servizio, della sicurezza e della tracciabilità delle presenze.

Il risultato rivendicato

Formazione nell'Ente più vicino

USAMi dichiara di aver ottenuto un'apertura alla possibilità di seguire la formazione online collegandosi dall'Ente dell'Aeronautica Militare logisticamente più vicino alla residenza.

La proposta di USAMi

Una normativa sul lavoro agile

USAMi dichiara di essersi già attivata con una proposta formale per introdurre una specifica cornice normativa sullo smart working e sul lavoro agile per i militari.

La contestazione

La rivendicazione dell'altra sigla

USAMi contesta a un'altra organizzazione sindacale di aver prima richiesto la formazione da casa e poi rivendicato come propria conquista la possibilità di frequentare il corso presso un Ente vicino alla residenza.

La posizione di USAMi

Dialogo istituzionale e risultati concreti

USAMi ribadisce di voler continuare a studiare le norme, confrontarsi con i comandi e individuare soluzioni concretamente percorribili, senza affidarsi a proclami social.

MOSTRA ARTICOLO SENZA COLORI

Mentre c'è chi grida all'impossibile chiedendo uno "smart working" privo di qualsiasi copertura normativa - salvo poi intestarsi furbescamente il lavoro altrui -, USAMi ha scelto la via della serietà e del dialogo istituzionale per tutelare realmente i colleghi.

Nel mondo della rappresentanza sindacale militare, la differenza tra chi fa sindacato serio e chi fa semplice sciacallaggio social si misura sulla coerenza, sulla conoscenza delle norme, sulla capacità di portare a casa risultati concreti e sul rispetto dell'intelligenza del personale militare. È bene chiarire subito la realtà dei fatti: se oggi i frequentatori del 25° Corso Marescialli possono beneficiare della possibilità di seguire la formazione a distanza collegandosi dall'Ente dell'Aeronautica Militare più vicino alla propria abitazione - la modalità del cosiddetto coworking -, questo risultato non è caduto dal cielo né deriva da proclami su Facebook, ma è il frutto esclusivo di un'azione mirata, seria e tempestiva condotta da USAMi Aeronautica attraverso il confronto istituzionale con il Comando delle Scuole e la Scuola Marescialli di Viterbo. La recente gestione della vicenda offre una fotografia impietosa e plastica del divario tra chi costruisce soluzioni percorribili e chi si limita alla propaganda.

La realtà dei fatti e i limiti normativi

Di fronte alla modalità e-learning disposta dall'Amministrazione, l'approccio di chi lavora con rigore istituzionale si è scontrato immediatamente con un dato di fatto ineludibile, confermato dai canali di confronto con i comandi: non esiste ad oggi alcun quadro normativo che autorizzi lo "smart working" o lo studio da domicilio per il personale militare. La formazione, seppur erogata attraverso piattaforme digitali, non è un momento di studio privato o un'attività a gestione personale, ma resta a tutti gli effetti un'attività di servizio espletata in divisa e in orario di lavoro. Ciò comporta vincoli giuridici e operativi ben precisi, a partire dalla tracciabilità del servizio che richiede la rilevazione formale della presenza tramite badge e timbratura, non sostituibile dal semplice accesso a una piattaforma online.

Inoltre, la catena di comando e le responsabilità datoriali impongono che il Comandante della Scuola resti il datore di lavoro dei frequentatori e, in quanto tale, il diretto responsabile della loro sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del Decreto Legislativo 81/08, un profilo giuridico, al momento, palesemente incompatibile e ingestibile all'interno delle mura domestiche. Infine, l'esclusività della prestazione e la disciplina di corso fanno sì che la frequenza alle lezioni assorba interamente l'orario di servizio e richieda la gestione immediata e formale di assenze, licenze, ritardi o eventuali concorsi in altre attività di Forza Armata, fattori che mal si conciliano con l'autonomia della permanenza a casa, dove verrebbe meno il controllo procedurale e la parità di trattamento tra tutti i corsisti.

In questo contesto, richiedere la "formazione da casa", così come ha fatto la sigla sindacale in questione, sapendo, almeno lo speriamo, perfettamente che la legge e i regolamenti militari non lo consentono non è un'azione di tutela, ma un mero esercizio di demagogia: significa vendere fumo e illusioni ai colleghi, scaricando ingiustamente sulle autorità di vertice e sugli istituti di formazione responsabilità che dipendono invece da vincoli legislativi nazionali. Ed è esattamente questo il cortocircuito innescato in occasione dello svolgimento del 25° Corso Marescialli: una richiesta d'effetto, priva di fondamento normativo, avanzata al solo scopo di raccogliere consenso facile, prima di arrendersi alla realtà dei fatti.

Proprio perché consapevoli dei limiti attuali della legislazione militare, noi di USAMi Aeronautica non ci limitiamo a protestare, ma lavoriamo sulle fonti del diritto: ci siamo infatti già attivati con una proposta formale affinché venga definita una specifica cornice normativa che introduca lo smart working e il lavoro agile per i militari (come documentato nel nostro intervento Carovita e benzina alle stelle: smart working, lavoro agile e navette per i militari). Ma finché quella legge non esiste, pretendere che gli Istituti di Formazione applichino regole inesistenti significa fare demagogia.

L'azione concreta di USAMi

Mentre altri preferivano cavalcare il malcontento con toni demagogici, protestando con comunicati e post ufficiali contro la Scuola di Viterbo e il Comando Scuole per l'obbligo di presenza in reparto e sbandierando come soluzione uno "smart working" palesemente irrealizzabile per mancanza di copertura normativa, USAMi Aeronautica ha scelto la strada della responsabilità e dell'efficacia operativa. Invece di alimentare proteste ad uso e consumo dei social network, ci siamo interfacciati direttamente con i vertici della Scuola Marescialli e del Comando delle Scuole dell'Aeronautica Militare per analizzare lo stato di fatto e individuare i reali margini di manovra concessi dai regolamenti. 

Concentrando l'azione sindacale unicamente su ciò che era normativamente percorribile e fattibile, la nostra interlocuzione ha permesso di ottenere un'apertura fondamentale per i colleghi: la concreta possibilità per i frequentatori di svolgere la formazione online collegandosi dall'Ente della Forza Armata logisticamente più vicino alla propria residenza. Tale misura consente di centrare un duplice obiettivo: da un lato solleva il personale e le famiglie da pesanti disagi logistici, lunghi trasferimenti e ingenti costi di carburante, dall'altro garantisce il pieno rispetto delle norme di servizio, la continuità della catena di comando e la corretta tracciabilità delle presenze che un'attività formativa militare impone inderogabilmente.

Il cortocircuito della propaganda

Il finale di questa vicenda ha dell'incredibile, ma risulta perfettamente in linea con la peggiore retorica da social network, dove la memoria è breve e la narrazione dei fatti viene piegata all'interesse del momento. La medesima sigla sindacale che soltanto pochissimi giorni prima aveva pubblicizzato sui propri canali ufficiali la contrarietà sull'obbligo di presenza in reparto, chiedendo a gran voce l'introduzione di un inapplicabile "smart working" casalingo, di fronte all'apertura logistica concretizzata attraverso i canali istituzionali è incappata in un evidente cortocircuito comunicativo. Senza alcun timore di smentita, si è affrettata a pubblicare un post dai toni trionfalistici per intestarsi la paternità del cosiddetto "coworking" in favore dei frequentatori del 25° Corso Marescialli.

Con una disinvoltura disarmante, la dirigenza di quel sindacato ha esultato spacciando per una propria "storica conquista" proprio la possibilità di frequentare il corso presso l'Ente dell'Aeronautica Militare più vicino alla residenza: un'opzione gestionale che derivava unicamente dal lavoro di analisi e dalle interlocuzioni  precedentemente avviate da USAMi Aeronautica con il Comando Scuole e la Scuola di Viterbo.

La nostra bussola: rispetto e verità

La domanda che tutti i colleghi dovrebbero porsi è semplice: ma si può fare sindacato prendendo in giro la base, urlando slogan irrealizzabili e poi recitando la parte dei trionfatori sui social?

Per USAMi la risposta è un no fermo e deciso. I frequentatori del 25° Corso Marescialli e tutti gli uomini e le donne dell'Aeronautica Militare meritano risposte trasparenti, tutele legittime e un'azione sindacale che non scenda mai al livello della mistificazione. Noi continueremo a fare questo: a studiare le norme, a dialogare con i comandi e a portare a casa risultati veri, senza bisogno di travestire la propaganda in vittorie inesistenti.

25° CORSO MARESCIALLI

Mentre c'è chi grida all'impossibile chiedendo uno "smart working" privo di qualsiasi copertura normativa - salvo poi intestarsi furbescamente il lavoro altrui -, USAMi ha scelto la via della serietà e del dialogo istituzionale per tutelare realmente i colleghi.

Nel mondo della rappresentanza sindacale militare, la differenza tra chi fa sindacato serio e chi fa semplice sciacallaggio social si misura sulla coerenza, sulla conoscenza delle norme, sulla capacità di portare a casa risultati concreti e sul rispetto dell'intelligenza del personale militare. È bene chiarire subito la realtà dei fatti: se oggi i frequentatori del 25° Corso Marescialli possono beneficiare della possibilità di seguire la formazione a distanza collegandosi dall'Ente dell'Aeronautica Militare più vicino alla propria abitazione - la modalità del cosiddetto coworking -, questo risultato non è caduto dal cielo né deriva da proclami su Facebook, ma è il frutto esclusivo di un'azione mirata, seria e tempestiva condotta da USAMi Aeronautica attraverso il confronto istituzionale con il Comando delle Scuole e la Scuola Marescialli di Viterbo. La recente gestione della vicenda offre una fotografia impietosa e plastica del divario tra chi costruisce soluzioni percorribili e chi si limita alla propaganda.

Personale militare in uniforme impegnato in attività al computer in un ambiente di lavoro condiviso
Formazione a distanza e organizzazione del servizio
01 IL QUADRO NORMATIVO

La realtà dei fatti e i limiti normativi

Di fronte alla modalità e-learning disposta dall'Amministrazione, l'approccio di chi lavora con rigore istituzionale si è scontrato immediatamente con un dato di fatto ineludibile, confermato dai canali di confronto con i comandi: non esiste ad oggi alcun quadro normativo che autorizzi lo "smart working" o lo studio da domicilio per il personale militare. La formazione, seppur erogata attraverso piattaforme digitali, non è un momento di studio privato o un'attività a gestione personale, ma resta a tutti gli effetti un'attività di servizio espletata in divisa e in orario di lavoro. Ciò comporta vincoli giuridici e operativi ben precisi, a partire dalla tracciabilità del servizio che richiede la rilevazione formale della presenza tramite badge e timbratura, non sostituibile dal semplice accesso a una piattaforma online.

In questo contesto, richiedere la "formazione da casa", così come ha fatto la sigla sindacale in questione, sapendo, almeno lo speriamo, perfettamente che la legge e i regolamenti militari non lo consentono non è un'azione di tutela, ma un mero esercizio di demagogia: significa vendere fumo e illusioni ai colleghi, scaricando ingiustamente sulle autorità di vertice e sugli istituti di formazione responsabilità che dipendono invece da vincoli legislativi nazionali. Ed è esattamente questo il cortocircuito innescato in occasione dello svolgimento del 25° Corso Marescialli: una richiesta d'effetto, priva di fondamento normativo, avanzata al solo scopo di raccogliere consenso facile, prima di arrendersi alla realtà dei fatti.

Proprio perché consapevoli dei limiti attuali della legislazione militare, noi di USAMi Aeronautica non ci limitiamo a protestare, ma lavoriamo sulle fonti del diritto: ci siamo infatti già attivati con una proposta formale affinché venga definita una specifica cornice normativa che introduca lo smart working e il lavoro agile per i militari (come documentato nel nostro intervento Carovita e benzina alle stelle: smart working, lavoro agile e navette per i militari). Ma finché quella legge non esiste, pretendere che gli Istituti di Formazione applichino regole inesistenti significa fare demagogia.

02 IL CONFRONTO ISTITUZIONALE

L'azione concreta di USAMi

Mentre altri preferivano cavalcare il malcontento con toni demagogici, protestando con comunicati e post ufficiali contro la Scuola di Viterbo e il Comando Scuole per l'obbligo di presenza in reparto e sbandierando come soluzione uno "smart working" palesemente irrealizzabile per mancanza di copertura normativa, USAMi Aeronautica ha scelto la strada della responsabilità e dell'efficacia operativa. Invece di alimentare proteste ad uso e consumo dei social network, ci siamo interfacciati direttamente con i vertici della Scuola Marescialli e del Comando delle Scuole dell'Aeronautica Militare per analizzare lo stato di fatto e individuare i reali margini di manovra concessi dai regolamenti. 

Concentrando l'azione sindacale unicamente su ciò che era normativamente percorribile e fattibile, la nostra interlocuzione ha permesso di ottenere un'apertura fondamentale per i colleghi: la concreta possibilità per i frequentatori di svolgere la formazione online collegandosi dall'Ente della Forza Armata logisticamente più vicino alla propria residenza. Tale misura consente di centrare un duplice obiettivo: da un lato solleva il personale e le famiglie da pesanti disagi logistici, lunghi trasferimenti e ingenti costi di carburante, dall'altro garantisce il pieno rispetto delle norme di servizio, la continuità della catena di comando e la corretta tracciabilità delle presenze che un'attività formativa militare impone inderogabilmente.

03 LA CONTESTAZIONE

Il cortocircuito della propaganda

Il finale di questa vicenda ha dell'incredibile, ma risulta perfettamente in linea con la peggiore retorica da social network, dove la memoria è breve e la narrazione dei fatti viene piegata all'interesse del momento. La medesima sigla sindacale che soltanto pochissimi giorni prima aveva pubblicizzato sui propri canali ufficiali la contrarietà sull'obbligo di presenza in reparto, chiedendo a gran voce l'introduzione di un inapplicabile "smart working" casalingo, di fronte all'apertura logistica concretizzata attraverso i canali istituzionali è incappata in un evidente cortocircuito comunicativo. Senza alcun timore di smentita, si è affrettata a pubblicare un post dai toni trionfalistici per intestarsi la paternità del cosiddetto "coworking" in favore dei frequentatori del 25° Corso Marescialli.

Con una disinvoltura disarmante, la dirigenza di quel sindacato ha esultato spacciando per una propria "storica conquista" proprio la possibilità di frequentare il corso presso l'Ente dell'Aeronautica Militare più vicino alla residenza: un'opzione gestionale che derivava unicamente dal lavoro di analisi e dalle interlocuzioni  precedentemente avviate da USAMi Aeronautica con il Comando Scuole e la Scuola di Viterbo.

La nostra bussola: rispetto e verità

La domanda che tutti i colleghi dovrebbero porsi è semplice: ma si può fare sindacato prendendo in giro la base, urlando slogan irrealizzabili e poi recitando la parte dei trionfatori sui social?

Per USAMi la risposta è un no fermo e deciso. I frequentatori del 25° Corso Marescialli e tutti gli uomini e le donne dell'Aeronautica Militare meritano risposte trasparenti, tutele legittime e un'azione sindacale che non scenda mai al livello della mistificazione. Noi continueremo a fare questo: a studiare le norme, a dialogare con i comandi e a portare a casa risultati veri, senza bisogno di travestire la propaganda in vittorie inesistenti.

USAMI AERONAUTICA

Meno proclami. Più soluzioni concrete per i militari.

Formazione, condizioni di servizio, trasferimenti e lavoro agile: sostieni chi cerca soluzioni percorribili, tutela i diritti dei colleghi e porta le richieste del personale al confronto con i comandi.

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