In queste ore circolano notizie sulla possibile estensione o ripresa della turnazione H24 in alcuni servizi dell’Aeronautica Militare. USAMi Aeronautica segue con attenzione gli sviluppi, ma ritiene necessario fare chiarezza: l’H24 è una richiesta sostenuta da tempo da diverse organizzazioni sindacali e certamente da USAMi. Nessuno, quindi, può oggi attribuirsene unilateralmente la paternità.
L’H24 NON È UNA BANDIERINA SINDACALE
Negli ultimi giorni assistiamo alla diffusione di comunicati e notizie attraverso i quali qualcuno sembra voler rivendicare il merito esclusivo delle iniziative riguardanti l’estensione o il ripristino della turnazione H24. È opportuno ristabilire un minimo di correttezza. La richiesta di ampliare la possibilità di articolare determinati servizi su turni H24 non nasce oggi e non appartiene a una singola organizzazione sindacale. È una questione posta da tempo da diverse sigle dell’Aeronautica Militare e soprattutto nasce dalle esigenze rappresentate dal personale che quei servizi li svolge quotidianamente. USAMi Aeronautica ha sostenuto questa posizione in diverse occasioni, anche nei confronti diretti con i vertici e con gli organi tecnici della Forza Armata.
IL 16 SETTEMBRE USAMI HA RIBADITO LA NECESSITÀ DI ESTENDERE LA H24
È utile ricordare un fatto molto recente. Lo scorso 16 settembre, durante l’incontro con lo Stato Maggiore Aeronautica e con gli organi tecnici competenti, USAMi Aeronautica ha nuovamente ribadito la necessità di consentire una maggiore estensione dei turni articolati sulle 24 ore, laddove naturalmente compatibili con le esigenze operative e con le caratteristiche dei singoli servizi. In quella sede lo Stato Maggiore Aeronautica aveva mostrato aperture rispetto alla possibilità di approfondire la questione. Durante lo stesso confronto, tuttavia, una delle organizzazioni sindacali presenti – curiosamente tra quelle che oggi sembrerebbero rivendicare il merito delle possibili aperture sulla H24 – manifestò invece una posizione contraria, sostenendo che il personale non avrebbe voluto quel tipo di articolazione del servizio. USAMi intervenne immediatamente sul punto. La nostra replica fu molto semplice: a noi non risultava una contrarietà generalizzata del personale all’H24. Se quella posizione derivava da particolari situazioni esistenti in determinati Reparti o realtà territoriali, prima di trasformarla in una posizione generale contraria all’H24 sarebbe stato opportuno verificarne concretamente la fondatezza.
SE CI SONO DUBBI, SI CHIEDA AL PERSONALE
Proprio per questo, durante l’incontro del 16 settembre, USAMi rappresentò una soluzione estremamente semplice e trasparente. Nei Reparti nei quali vi fossero dubbi sull’effettiva volontà del personale, si proceda con una verifica o con un sondaggio territoriale tra i lavoratori direttamente interessati. Non si può sostenere la “centralità del personale” e contemporaneamente decidere al suo posto ciò che vuole o non vuole. Se in un determinato Reparto il personale preferisce una particolare articolazione dell’orario, lo si verifichi. Se in un altro Reparto l’H24 rappresenta invece una soluzione capace di ridurre gli spostamenti, agevolare i pendolari, contenere i costi del carburante e migliorare la conciliazione tra servizio e vita familiare, non si vede per quale ragione quella possibilità debba essere preclusa sulla base di affermazioni generiche formulate a nome di tutti. Per USAMi il principio rimane chiaro: ascoltare il personale e costruire l’organizzazione del lavoro anche sulla base delle effettive esigenze delle singole realtà operative.
OGGI CIRCOLANO NOTIZIE POSITIVE: ASPETTIAMO LE CONFERME
In queste ore stanno circolando informazioni secondo le quali potrebbero esserci sviluppi favorevoli proprio sull’estensione della turnazione H24. Se queste notizie dovessero trovare conferma, USAMi Aeronautica non potrebbe che accogliere positivamente un risultato coerente con quanto abbiamo sostenuto anche al tavolo dello scorso 16 settembre. Ma preferiamo mantenere prudenza. Al momento attendiamo di verificare ufficialmente portata, contenuti e modalità delle eventuali nuove determinazioni. Lo faremo nei prossimi giorni attraverso i nostri canali e nei rapporti con gli organi competenti della Forza Armata. Soltanto dopo queste verifiche sarà possibile fornire al personale informazioni precise.
LE POSIZIONI SI DIMOSTRANO AI TAVOLI, NON DOPO
USAMi non è interessata ad aprire una gara sulla paternità dell’H24. Tuttavia, quando si rivendicano pubblicamente risultati sindacali, la memoria di ciò che viene sostenuto ai tavoli di confronto dovrebbe avere un suo valore. Il 16 settembre USAMi ha sostenuto la necessità di ampliare la possibilità dell’H24. Qualcun altro espresse una posizione diversa. Oggi apprendiamo con soddisfazione che anche chi manifestava perplessità sembrerebbe guardare con favore alle possibili aperture. Meglio così. Perché se alla fine si converge tutti verso una soluzione utile al personale, USAMi non ha alcuna difficoltà a esserne soddisfatta. Ma una cosa è rivendicare un’esclusiva, altra cosa è contribuire a un risultato costruito attraverso il lavoro e le richieste di più organizzazioni sindacali.
MENO BANDIERINE, PIÙ RISULTATI PER IL PERSONALE
Se la turnazione H24 verrà effettivamente estesa, sarà innanzitutto un risultato del personale che da tempo ne rappresenta l’utilità e delle organizzazioni sindacali che hanno concretamente sostenuto questa possibilità nei confronti della Forza Armata. USAMi continuerà a fare ciò che ha fatto finora: portare le esigenze del personale ai tavoli, confrontarsi con lo Stato Maggiore Aeronautica e verificare che le soluzioni adottate siano realmente utili a chi lavora.
Meno bandierine sindacali e più risultati concreti.
Perché al personale interessa poco sapere chi pubblica per primo un comunicato. Al personale interessa sapere se domani potrà lavorare con un’organizzazione del servizio più razionale, più flessibile e maggiormente compatibile con la propria vita personale e familiare.