Anche questa volta, come in passato, ascoltiamo la stessa storia. Chi ha fretta di firmare, per le sue ragioni, un contratto insufficiente cerca di giustificare la propria scelta agitando uno spettro: “Se non firmiamo subito, il FESI salta”.

Ma guardiamo insieme i fatti. È davvero così? No. Facciamo chiarezza una volta per tutte.

DPR 52/2025, art. 5, comma 8): Questo perfetto sconosciuto

Per i pochi che non lo sapessero questo è il contratto negoziato proprio dagli stessi che oggi giustificano la loro scelta per accedere alla negoziazione di secondo livello. Qui siamo di fronte o alla malafede, o all’ignoranza di non conoscere nemmeno una norma a cui hai apposta la tua firma! 

Il DPR52 descrive un percorso lineare e strutturato, ben lontano da quanto qualcuno altro affermi. Vediamolo passo dopo passo:

  • 1° STEP – La Direzione: Lo Stato Maggiore della Difesa elabora lo schema di distribuzione del FESI. Significa che i criteri base li decide l’Amministrazione, non i sindacati;
  • 2° STEP – Lo Spazio d’Ascolto: I sindacati hanno 20 giorni per presentare osservazioni e proposte migliorative;
  • 3° STEP – Il Confronto: Se c’è accordo, il decreto viene emanato. In caso contrario, si aprono altri 30 giorni di trattativa per cercare un’intesa più equa;
  • 4° STEP – La Sicurezza della Continuità: Cosa succede se l’intesa non si trova? Qui crolla il castello di carte della paura: l’Amministrazione emana comunque il decreto, basandosi sui criteri degli anni precedenti.

La realtà dei fatti

Il FESI non sparisce. Non è mai stato a rischio. Dire che la firma immediata sia “decisiva” significa distorcere una realtà scritta nero su bianco nelle norme, ovvero che la prima e l’ultima parola spetta comunque all’Amministrazione. E’ quanto è accaduto proprio con il FESI 2025 dove la negoziazione da parte dei sindacati firmatari del contratto precedente, si è ridotta a controfirmare un decreto scritto da SMD.

La lente d’ingrandimento sui numeri: Illusione vs Realtà

Passiamo al secondo argomento forte usato per giustificare la firma: i presunti “grandi investimenti” sul FESI. Smontiamo la retorica e guardiamo i dati concreti per il triennio:

Anno

La Promessa

La Realtà Concreta

2025

Risorse aggiuntive

Circa 11,50 euro LORDI ALL’ANNO per ciascun militare. Meno di un euro al mese.

2026

Fondi futuri

Nessuna certezza. Cifre non quantificate e nessun beneficio garantito.

2027

Ulteriori incrementi

Promesse sulla carta. Nessun importo preciso messo nero su bianco.

Una scelta di dignità: Perché correre?

Di fronte a questo scenario, una domanda sorge spontanea e profonda: Perché firmare subito?

Non sarebbe stato più strategico, più autorevole e più serio pretendere prima garanzie reali, scriverle nell’accordo e solo dopo apporre la firma? Si è scelto invece di accettare impegni futuri ipotetici, scambiando la certezza dei diritti con la speranza di promesse. Detta come va detta i sindacati che hanno firmato questo contratto, hanno ceduto ad una pressione politica che nulla ha a che fare con gli interessi dei militari contrattualizzati e delle rispettive famiglie.

 

Di fronte a slogan che non reggono l’impatto con la verità dei numeri e delle leggi, USAMi Aeronautica risponderà sempre informando il personale su quanto la norma realmente preveda.  Le donne e gli uomini in divisa, insieme alle loro famiglie meritano rispetto, trasparenza e risultati tangibili; non illusioni, promesse sfuocate e aumenti che, alla prova dei fatti, valgono quanto un caffè al giorno.

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