Rinnovo contratto 2025-27

Rinnovo contratto infermieri - i sindacati di categoria ottengono 240 euro al mese e 3000 euro di arretrati - allora i soldi c’erano!

Personale sanitario +7,7% Aumento medio
Aumento ottenuto
DIVARIO −1,9 punti percentuali
Difesa e Sicurezza +5,8% Aumento medio
Quasi il 2% in meno
Differenza: 1,9 punti percentuali

E’ di questi giorni la notizia che anche per gli infermieri è stato rinnovato il contratto economico 2025-27. I sindacati del personale sanitario, hanno portato a casa il 7,7% di aumento medio contro il 5,8% siglato dalla minoranza dei sindacati delle Forze Armate, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che per lo stesso periodo si sono accontentati di quasi il 2% in meno.

Chi sa fare vero sindacato porta a casa aumenti, arretrati e specificità

Secondo quanto riportato da Nurse24, le principali organizzazioni sindacali firmatarie hanno siglato un, meritatissimo, incremento medio mensile di circa 240 euro a favore del personale infermieristico, a cui si aggiungono gli arretrati relativi al biennio 2025-2026, stimati oltre i 3.000 euro in funzione della categoria e della posizione economica.

+7,7% Aumento medio
circa 240 € Incremento medio mensile
oltre 3.000 € Arretrati 2025-2026

Non solo, la politica per gli infermieri, giustamente, ha trovato le risorse anche per la specificità. Secondo quanto riportato dal UIL FP: molte sono le innovazioni sia economiche che normative che vanno nella direzione del riconoscimento della peculiarità della professione infermieristica, tra cui l’incremento dell’incarico di funzione professionale di base, elevabile da 1.000 fino a 3.500 euro (con la proposta della UIL FP di portarlo fino a 3.900 euro ), con l’elevabilità rimandata alla contrattazione decentrata.

Non ci sono scuse

Le cose vanno dette senza giri di parole, USAMi Aeronautica ha capito sin dall’inizio che solo, e sempre solo per i militari contrattualizzati, non ci sono mai soldi! Il contratto degli infermieri è la prova certa ed indiscutibile che chi ha firmato l’ultimo accordo economico non è in grado di fare sindacato militare, ma con tutta probabilità vive ancora delle dinamiche del Cocer.

I cinque sindacati firmatari del Comparto Difesa, da quanto affermano per salvare la faccia, si sono accontentati di una generica promessa di apertura del tavolo negoziale per la partenza della Previdenza, senza però che il Governo, che lo ricordiamo è a fine mandato , mettesse un solo euro su questo tavolo.

Lo ricordiamo a tutti, la Previdenza è un obbligo normativo per il quale l’Italia è stata anche recentemente condannata dalla CEDS per il danno subito dai militari per la mancata partenza, e non può essere invece un ricatto con il quale penalizzare ulteriormente il personale con un contratto mortificante.

Sempre parlando degli infermieri del SSN, la Previdenza Complementare è una realtà prevista sin dal 2005 con il fondo Sirio, possibilità integrata dal 2014 con il Fondo Perseo, mentre il comparto Difesa e Sicurezza sta attendendo dal 1995 ovvero 31 anni di ritardi, promesse, disegni di legge e ora questa cambiale in bianco, tutto a spese dei militari.

Fare chiarezza oltre la propaganda

E’ ovvio che dietro questa firma ci sono altre ragioni, in queste giornate le stiamo man mano portando alla luce, e siamo sempre più convinti che questa ipotesi di accordo a perdere andrebbe bloccata e riscritta, proprio per il bene dei militari contrattualizzati.

Nelle Forze Armate ci sono centinaia di migliaia di militari che letteralmente non riescono a superare la terza settimana del mese. Famiglie monoreddito, lontane dalle proprie origini, che non hanno alcun supporto e che la politica italiana ripaga mettendoli alla fame.

Figli e figliastri, è ora di agire

Non è una questione di categorie, di ruoli o di gradi, i militari, tutti, meritano dignità senza se e senza ma, perché 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, assicurano la difesa del Paese e la sicurezza dei Cittadini.

La politica ha riservato due pesi e due misure e come al solito a spese dei militari dal grado iniziale fino a quello di Capitano compreso, e la responsabilità ricade tutta sulle spalle di chi ha scelto di firmare questo contratto.

A differenza della defunta rappresentanza però oggi ogni militare può scegliere tra il cambiamento (l’esempio lampante del contratto degli infermieri parla più di mille parole) e la rassegnazione.
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