Assicurazione sanitaria 30 Settembre
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L’attuale assicurazione sanitaria del personale delle Forze Armate scadrà il 30 settembre. Le due gare finora avviate sono andate deserte e lo Stato Maggiore della Difesa sta lavorando a una nuova procedura. Restano ancora da definire tempi, condizioni economiche, franchigie e scoperti.
Copertura dopo il 30 settembre L’Amministrazione intende ricomprendere nella nuova copertura anche il periodo successivo alla scadenza, ma le modalità sono ancora da definire.
Servono circa 11 milioni in più Secondo quanto emerso durante l’incontro, per garantire continuità e sostenibilità sarebbero necessarie ulteriori risorse.
Finanziamento strutturale USAMI ritiene che la tutela sanitaria debba avere risorse certe senza sottrarre fondi a stipendi, specificità e previdenza.
La proposta sul CFI USAMi Aeronautica propone di valutare una revisione del Compenso Forfettario di Impiego per recuperare risorse strutturali da destinare alla tutela sanitaria.
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L’incontro informativo con lo Stato Maggiore della Difesa

Si è svolto ieri, mercoledì 09 settembre 2026, l’incontro informativo tra tutte le sigle sindacali e lo Stato Maggiore della Difesa sul rinnovo dell’assicurazione sanitaria destinata al personale delle Forze Armate. L’attuale contratto scadrà il prossimo 30 settembre, ma le due procedure di gara finora avviate sono andate deserte. Lo Stato Maggiore della Difesa sta pertanto lavorando alla rimodulazione delle condizioni contrattuali, con l’obiettivo di rendere sostenibile la partecipazione degli operatori assicurativi e, se possibile, consentire anche all’attuale gestore di presentare un’offerta nella nuova gara.

Tempi ancora incerti

Nella migliore delle ipotesi, la nuova copertura potrebbe diventare operativa tra ottobre e dicembre. Al momento, tuttavia, non è possibile indicare una data precisa: tutto dipenderà dall’esito e dai tempi della prossima procedura di affidamento. L’intenzione rappresentata dall’Amministrazione è quella di ricomprendere nella nuova copertura anche il periodo successivo alla scadenza del 30 settembre. Restano però ancora da definire le modalità applicative e, soprattutto, le condizioni economiche della futura polizza. Tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche una revisione delle franchigie e degli scoperti. È utile ricordare che la franchigia consiste normalmente in una somma fissa che rimane a carico dell’assicurato e incide maggiormente sulle prestazioni di importo contenuto. Lo scoperto, invece, è espresso in percentuale e può quindi diventare particolarmente oneroso per le prestazioni sanitarie più costose.

Servono circa 11 milioni di euro in più

Nel corso della riunione sono state illustrate le difficoltà incontrate dall’Amministrazione nella definizione della nuova polizza. Il mercato assicurativo non si muove esclusivamente secondo l’andamento dell’inflazione, ma tiene conto della frequenza e del costo dei sinistri, dell’esperienza maturata nella gestione della convenzione e di numerosi altri fattori che determinano la valutazione del rischio. Secondo quanto emerso, i costi assicurativi avrebbero registrato incrementi medi nell’ordine del 20% annuo. Per assicurare la continuità e la sostenibilità della copertura sarebbero quindi necessari ulteriori 11 milioni di euro circa, che dovranno essere reperiti e finanziati.

Una spesa da rendere strutturale

Una parte significativa del confronto ha riguardato la necessità di rendere strutturale il finanziamento della polizza sanitaria, il cui costo complessivo si aggira intorno ai 50 milioni di euro annui, fermo restando che tale importo rimane esposto alla variabilità del mercato assicurativo. È certamente necessario costruire un fronte comune per chiedere alla politica una soluzione stabile. Tuttavia, USAMI Aeronautica ha ricordato che il Governo ha già dimostrato una sensibilità pressoché nulla verso le reali esigenze del personale militare, non prevedendo adeguate risorse né per la specificità militare né per la previdenza dedicata e complementare.

Nessun gioco delle tre carte sulla pelle dei militari

Il timore è che, attraverso il consueto gioco delle tre carte e con la giustificazione della “coperta corta”, le risorse necessarie alla copertura sanitaria vengano sottratte agli stanziamenti che dovrebbero finalmente finanziare gli stipendi, la specificità e la previdenza del personale militare. USAMI Aeronautica considera la tutela sanitaria uno strumento importante, che deve essere garantito e finanziato stabilmente. Ma non accetteremo che il suo costo venga scaricato, direttamente o indirettamente, sugli stessi militari, riducendo le risorse destinate al rinnovo contrattuale o agli altri istituti economici ancora privi di un finanziamento adeguato. Non si può chiedere al personale di scegliere tra salute, stipendio, specificità e pensione. Sono diritti e tutele differenti, che devono trovare finanziamenti distinti e adeguati.

La proposta di USAMI Aeronautica: intervenire sul CFI

Alla luce dell’utilizzo sempre più distorto del Compenso Forfettario di Impiego, USAMi Aeronautica ritiene invece opportuno valutare la possibilità di destinare alla polizza sanitaria una parte, anche contenuta, delle risorse strutturali oggi assegnate a tale istituto. Il CFI, nato nel 2001 con finalità condivisibili, si è progressivamente trasformato in uno strumento che genera disparità, malcontento e profonde divisioni all’interno delle Forze Armate. La sua applicazione, spesso discrezionale e disomogenea, finisce per premiare alcuni e penalizzare altri, pur in presenza di condizioni di impiego analoghe. Una revisione complessiva dell’istituto potrebbe quindi consentire di recuperare risorse strutturali da destinare a una tutela sanitaria realmente universale, trasparente e accessibile a tutto il personale.

USAMI vigilerà sull’esito della nuova gara

USAMi Aeronautica continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della procedura, chiedendo:

  • continuità effettiva della copertura dopo il 30 settembre;
  • condizioni chiare e sostenibili per il personale;
  • franchigie e scoperti che non svuotino concretamente la tutela;
  • finanziamenti strutturali e autonomi;
  • nessuna sottrazione di risorse a stipendi, specificità e previdenza;
  • piena e tempestiva informazione alle organizzazioni sindacali.

La tutela sanitaria non può dipendere ogni anno dall’esito incerto di una gara né diventare il pretesto per comprimere altri diritti economici.

La salute del personale militare deve essere tutelata con risorse certe, trasparenti e strutturali. Senza giochi contabili e senza mettere ancora una volta le mani nelle tasche di chi indossa l’uniforme.
USAMI AERONAUTICA

Il personale è la nostra forza.

I diritti non si differiscono e non si cancellano con una circolare.

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